Argomenti trattati
Il 18 novembre, durante l’Assemblea Generale, si è tenuta una celebrazione di grande significato, presieduta da Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Questa cerimonia ha avuto come fulcro la preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, un tema di rilevante importanza per la comunità cristiana.
L’amore del Padre e la dignità umana
In questo contesto, Mons. Maffeis ha sottolineato come “qual grande amore ci ha dato il Padre” per consentirci di essere considerati figli di Dio. Questo amore si manifesta attraverso Cristo Gesù e invita a riflettere sulla nostra identità di membri di un’unica famiglia, quella della Chiesa, che cammina nella storia verso la sua meta divina.
La responsabilità della comunità ecclesiale
Riconoscere di essere in cammino verso la città di Dio è fondamentale per ordinare le proprie vite e per compiere scelte di sobrietà e castità interiore. Questo percorso richiede umiltà e pazienza, insieme a un’attenzione costante verso le relazioni, che necessitano di cura e rispetto per evitare ambiguità. Ogni violazione della dignità altrui, in particolare quando colpisce i più vulnerabili, si configura come una forma di violenza che lascia cicatrici indelebili.
Denuncia e accompagnamento
Di fronte a questa gravità, è imperativo non rimanere in silenzio o sottovalutare la situazione. Mons. Maffeis sottolinea che non basta denunciare e condannare i crimini, poiché le conseguenze colpiscono non solo le vittime, ma anche le loro famiglie e l’intera comunità cristiana, la quale può ritrovarsi disorientata e scossa da dubbi e scandali.
Il dolore condiviso
Il Vescovo invita i suoi confratelli a riconoscere il dolore delle vittime come un dolore collettivo della Chiesa, che deve affrontare la crisi di credibilità. È fondamentale ascoltare e sostenere le persone abusate, prestando attenzione al loro bisogno di giustizia e di essere credute. Allo stesso tempo, è necessario mostrare compassione per chi ha commesso tali atrocità, pregando per la loro conversione e riparazione.
Educazione e prevenzione
La complessità della situazione attuale non deve portare alla disperazione. Mons. Maffeis esorta i leader ecclesiastici a portare avanti un dialogo aperto con la società civile, affinché si possa unire le forze per affrontare il problema degli abusi, che erode la fiducia dei giovani e compromette i loro valori fondamentali. La protezione dei minori deve diventare non solo un tema emergenziale, ma una missione permanente.
Cultura della sicurezza
Questa missione richiede un cambiamento culturale che deve iniziare in famiglia, nelle scuole, nel mondo dello sport e online, nonché all’interno della comunità cristiana. È essenziale creare spazi sicuri dove ogni individuo possa essere rispettato e riconosciuto nella propria sacralità.
Un impegno per le nuove generazioni
È importante continuare la tradizione della Chiesa come guida per la crescita umana e spirituale delle giovani generazioni. Questo richiede la dedizione di educatori e sacerdoti che, liberi da ambizioni personali, dedicano la loro vita a un unico Signore, testimoniando il primato di Dio e il messaggio evangelico.
Nei momenti di difficoltà, il sostegno reciproco tra i membri del clero e la testimonianza di quei sacerdoti che vivono la loro vocazione in modo autentico possono essere una fonte di conforto. La Chiesa deve rimanere un faro di speranza e un segno della presenza di Cristo nel mondo.
Il messaggio di Mons. Maffeis si esprime in termini chiari: “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente”. Questa affermazione invita a una profonda riflessione sul ruolo di ciascuno all’interno della Chiesa e della società. È fondamentale affrontare le sfide contemporanee e impegnarsi nella costruzione di un futuro migliore.



