Il ministero della Sanità keniota ha annunciato il 14 ottobre la conferma di un nuovo Ebola nel territorio nazionale. Il paziente, un uomo di 39 anni, è risultato positivo al ceppo Bundibugyo mentre era già in quarantena. Il caso si collega direttamente al “paziente zero”, un cittadino keniota di 40 anni, rimpatriato dalla Repubblica Democratica del Congo via Uganda e deceduto lo stesso giorno del risultato positivo, ossia il 5 ottobre.
Profilo del secondo paziente e sintomi riscontrati
Il soggetto di 39 anni, stretto parente del primo deceduto, è stato monitorato in isolamento dopo l’arrivo a Nairobi. I medici hanno rilevato febbre, stanchezza e dolori articolari, sintomi tipici di un’infezione da Ebola. Il test molecolare ha confermato la presenza del virus Bundibugyo, variante considerata più insidiosa perché al momento non esiste un vaccino specifico. La diagnosi è avvenuta durante il periodo di quarantena limitando così il rischio di trasmissione a terzi.
Tracciamento dei contatti e misure di isolamento
Le autorità sanitarie hanno identificato un totale di 128 contatti associati al primo paziente. Di questi, 108 sono attualmente sotto quarantena sul territorio keniota, mentre cinque sono tenuti sotto osservazione all’estero in stretta collaborazione con le autorità dei rispettivi Paesi. Il monitoraggio dei restanti 15 individui è ancora in corso. Finora non sono emerse evidenze di diffusione comunitaria del virus, grazie anche all’adozione tempestiva di protocolli di isolamento e al rapido tracciamento dei contatti.
Contesto regionale dell’epidemia di Ebola
Il focolaio kenioto si inserisce in un più ampio scenario africano. La Repubblica Democratica del Congo ha registrato oltre 9.000 casi dall’inizio dell’ultima ondata, con quasi 4.400 vittime. L’Uganda, che aveva fronteggiato una ventina di casi e due decessi, ha dichiarato la fine dell’allarme ad agosto. In Europa, la Francia ha segnalato un unico caso, quello di un medico rientrato dalla RDC, senza ulteriori trasmissioni. Tutti questi eventi sono collegati alla variante Bundibugyo, attiva in sette province congolesi.
Risposta delle autorità keniote
Di fronte al nuovo contagio, il governo guidato dal primo ministro William Ruto ha intensificato i controlli ai confini e le attività di tracciamento. Il ministero della Sanità ha sottolineato che i due casi sono strettamente correlati e che non vi sono segnali di contagio al di fuori delle cerchie familiari e di contatto diretto. L’adozione di misure preventive come la quarantena obbligatoria, il monitoraggio dei sintomi e la comunicazione trasparente con la popolazione mira a contenere rapidamente l’eventuale diffusione del virus.


