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5 Novembre 2026

Stress sul lavoro in Italia: rischi, legge e tecniche di coping

Scopri come individuare le cause dello stress in azienda e le misure pratiche previste dalla normativa per tutelare i lavoratori.

Stress sul lavoro in Italia: rischi, legge e tecniche di coping

Negli ultimi anni la salute mentale nei luoghi di lavoro è diventata una priorità a livello europeo. Il Parlamento europeo ha richiesto alla Commissione una disciplina specifica sui rischi psicosociali, mentre l’EU-OSHA ha lanciato una campagna triennale dedicata alla salute mentale in azienda. In Italia, la gestione dello stress non è più un mero argomento di formazione: è inserita nella normativa vigente e nella pratica preventiva delle imprese.

Per i lavoratori la capacità di individuare i segnali precoci è fondamentale. Quando la tensione supera la soglia di eustress e diventa distress, aumenta il rischio di burnout, una condizione riconosciuta dall’OMS come patologia occupazionale. Le strategie più efficaci dipendono dalla fonte del disagio: se la causa è modificabile, si interviene sul contesto; se è intrinseca al ruolo, si ricorre a tecniche di recupero e regolazione emotiva.

Dati sull’incidenza dello stress lavoro-correlato in Italia e obblighi legislativi

L’indagine OSH Pulse 2025 dell’EU-OSHA ha rilevato che il 29 % dei lavoratori italiani ha dichiarato di aver vissuto stress, ansia o depressione negli ultimi dodici mesi a causa del lavoro, pari alla media europea. Le cause più segnalate sono la pressione sui tempi di consegna (40 %) e la percezione di scarso riconoscimento (40 %). Dal 31 dicembre 2010, l’art. 28 del D.Lgs. n. 81/2008 obbliga ogni datore di lavoro a includere il rischio da stress lavoro-correlato nella valutazione dei rischi (DVR). La legge si ispira all’accordo europeo dell’8 ottobre 2004 e richiede una prima analisi oggettiva, seguita da approfondimenti se le misure correttive risultano insufficienti.

Metodo INAIL per la valutazione del rischio nelle PMI

INAIL fornisce gratuitamente una metodologia strutturata in quattro fasi. La fase propedeutica prevede la costituzione di un gruppo di gestione composto da RSPP, medico competente e rappresentante dei lavoratori, oltre alla suddivisione del personale in gruppi omogenei. La valutazione preliminare utilizza una checklist che raccoglie eventi sentinella (assenze, turnover, infortuni) e indicatori sul carico di lavoro, autonomia e relazioni. Se il rischio persiste, si procede con una valutazione approfondita basata sul Questionario Strumento Indicatore (35 domande su 7 aree) o su focus group. Infine, il piano di interventi viene inserito nel DVR e monitorato periodicamente, anche quando il rischio appare contenuto.

Strategie operative: come ridurre lo stress sul posto di lavoro

Le tecniche di time management rappresentano il primo strumento per aumentare il margine di controllo, secondo il modello domanda-controllo di Karasek. Pianificare le attività, stabilire priorità realistiche e proteggere fasce orarie senza interruzioni riduce la percezione di sovraccarico. Quando il carico è fissato da fattori esterni (ad es. picchi stagionali), è indispensabile introdurre momenti di pausa, esercizi di respirazione diaframmatica o rilassamento muscolare progressivo, entrambi comprovati per abbassare i livelli di cortisolo.

Interventi specifici per le sette aree di rischio individuate da INAIL

Carichi e ritmi: ridistribuire le attività nei periodi di picco e concordare scadenze condivise. Autonomia: concedere libertà nella scelta dell’ordine di esecuzione e nella gestione delle pause. Sostegno dei responsabili: organizzare colloqui periodici su obiettivi e risultati, riconoscendo i successi. Sostegno dei colleghi: favorire affiancamenti e consegne scritte tra turni. Relazioni e conflitti: istituire regole contro molestie e canali di segnalazione riservati. Chiarezza del ruolo: definire per iscritto compiti e responsabilità, aggiornandoli al cambiamento di mansioni. Cambiamenti organizzativi: comunicare in anticipo riorganizzazioni e nuovi strumenti digitali, coinvolgendo chi li utilizzerà.

Per il lavoro da remoto è importante stabilire politiche di right to disconnect, limitare la reperibilità fuori orario, monitorare gli straordinari ricorrenti e garantire tempi di recupero adeguati. In questo modo, anche le forme più moderne di organizzazione non diventano fonti di distress invisibile.