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Triumph-1 conferma l’efficacia del nuovo triplo agonista per obesità

Il trial Triumph‑1 rivela benefici inattesi del retatrutide su peso, articolazioni, sonno e glicemia.

Il retatrutide è stato al centro dell’attenzione durante il XXV Congresso nazionale SIMDO, tenutosi a Cagliari a partire dall’8 ottobre 2026. Lo studio clinico Triumph-1 pubblicato il 29 settembre sul New England Journal of Medicine ha coinvolto più di 2 300 adulti con obesità, sia con che senza diabete, in 131 centri di 11 Paesi. I partecipanti hanno ricevuto un’iniezione settimanale di retatrutide per 80 settimane, con dosaggi di 4 mg, 9 mg o 12 mg, oppure un placebo. L’obiettivo era valutare non solo la perdita di peso, ma anche l’impatto su complicanze tipiche dell’obesità, come artrosi, apnee notturne e infiammazione sistemica.

Retatrutide: un agonista triplo che colpisce più vie metaboliche

Il farmaco è definito un agonista triplo perché attiva simultaneamente i recettori di GLP-1GIP e glucagone. Questa combinazione è più ampia rispetto ad altri composti della stessa classe, come il semaglutide (solo GLP-1) o il tirzepatide (GLP-1 e GIP). Il meccanismo d’azione dovrebbe influenzare fame, sazietà, spesa energetica e metabolismo dei grassi, offrendo una risposta più completa rispetto ai trattamenti tradizionali. Il protocollo dello studio ha previsto una fase di dose-titration per minimizzare gli effetti collaterali gastrointestinali, seguita da un periodo di mantenimento a dose piena.

Progetto Triumph-1 e popolazione arruolata

Tra i 2 339 soggetti arruolati, 574 presentavano artrosi del ginocchio e 243 soffrivano di apnee ostruttive del sonno di grado moderato-grave. Oltre un terzo dei partecipanti era in stato di prediabete. La distribuzione per età e sesso era bilanciata, garantendo la rappresentatività della popolazione obesa europea. I criteri di inclusione richiedevano un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 kg/m² e, per i soggetti con diabete, un HbA1c inferiore a 9 %. Il gruppo di controllo ha ricevuto un placebo identico per modalità di somministrazione.

Impatto sulla composizione corporea e sugli indicatori metabolici

La perdita di peso è stata la prima sorpresa: le medie di riduzione sono state del 17,6 % (4 mg), del 23,7 % (9 mg) e del 25 % (12 mg), rispetto al 3,9 % del placebo. Con la dose più alta, il 57 % dei pazienti è sceso sotto la soglia diagnostica di obesità (BMI < 30 kg/m²). Parallelamente, la pressione sistolica è diminuita di circa 10 mmHg i trigliceridi si sono ridotti del 38 % e la circonferenza vita ha perso più di 20 cm. Questi miglioramenti suggeriscono un effetto benefico anche sul rischio cardiovascolare.

Perdita di peso e soglia di obesità

Il risultato di una perdita superiore al 30 % del peso di partenza in più di un paziente su tre è paragonabile a quello ottenuto con la chirurgia bariatrica, ma senza ricorso a interventi invasivi. Questo dato ha suscitato particolare entusiasmo tra i ricercatori, poiché storicamente la perdita di peso è stata più modesta con le terapie farmacologiche tradizionali.

Miglioramenti cardiovascolari e infiammatori

Il proteina C-reactiva (CRP) marker di infiammazione, è scesa di circa 60 % nei gruppi trattati, contro il 25 % del placebo. La riduzione dell’infiammazione, associata a cali della pressione arteriosa e dei trigliceridi, indica un potenziale beneficio su organi bersaglio come cuore e fegato, in linea con le dichiarazioni di Giancarlo Tonolo.

Benefici su articolazioni, sonno e glicemia

Nel sotto-insieme di 574 pazienti con articolazioni compromesse, il dolore al ginocchio è stato valutato su scala 0-10. La dose di 12 mg ha ridotto il punteggio di 3,6 punti quasi il doppio rispetto ai 1,9 punti osservati con il placebo. Questo miglioramento è particolarmente rilevante, considerando che circa il 60 % delle persone obese sviluppa artrosi del ginocchio nel corso della vita.

Artrosi del ginocchio

La diminuzione del dolore ha tradotto un aumento della capacità funzionale, con un miglioramento di 27 punti su 100 in un questionario di funzionalità fisica, il doppio rispetto al gruppo placebo. I risultati suggeriscono che la perdita di peso combinata all’effetto diretto sui recettori metabolici possa ridurre il carico articolare e l’infiammazione locale.

Apnee ostruttive notturne

Tra i 243 partecipanti con apnee, la dose di 9 mg ha ridotto il numero di eventi per ora di circa 34 contro i 10 osservati con il placebo, superando il 50 % di diminuzione. Questo risultato è significativo perché la terapia standard per le apnee è basata su dispositivi CPAP o interventi chirurgici, mentre il farmaco ha mostrato un beneficio sistemico.

Infine, nei soggetti prediabetici, nove su dieci hanno ripristinato valori glicemici nella norma, contro poco più della metà nel gruppo controllo. Solo lo 0,5 % dei pazienti trattati con la dose più alta ha sviluppato diabete di tipo 2, a confronto del 7 % del placebo, indicando un possibile effetto preventivo.

Il Congresso nazionale SIMDO a Cagliari e le prospettive politiche

Il XXV Congresso nazionale SIMDO ha aperto i lavori l’8 ottobre a Cagliari, proseguendo fino al 10 ottobre. Il presidente della società, Giancarlo Tonolo ha sottolineato che “l’obesità non è solo una questione di chili: è una malattia che coinvolge l’intero organismo e come tale va curata”. Ha inoltre presentato una proposta di legge regionale che prevede una sperimentazione triennale di farmaci anti-obesità a prezzo calmierato e gratuiti per i pazienti più fragili. La misura è stata accolta favorevolmente dalla SIMDO, che ha ribadito che l’accesso alle terapie non può dipendere dalla capacità di pagarle.

Se le autorità regolatorie concederanno presto l’autorizzazione, il retatrutide potrebbe diventare una delle opzioni terapeutiche più complete per l’obesità e le sue comorbidità.

Scritto da Roberto Capelli

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