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Il tumore alla prostata è una delle forme tumorali più comuni tra gli uomini. Nella fase iniziale, è spesso asintomatico, rendendo difficile una diagnosi tempestiva. Questo articolo esplora l’importanza della prevenzione e come un’analisi genetica possa influenzare le scelte terapeutiche.
Perché è fondamentale la prevenzione
La prevenzione gioca un ruolo cruciale nella lotta contro il tumore prostatico. Riconoscere la malattia in fase iniziale consente di avviare trattamenti efficaci e curativi. Al contrario, una diagnosi tardiva può comportare una progressione della malattia con metastasi, in particolare alle ossa, che colpiscono oltre l’80% dei pazienti. Queste metastasi possono causare dolore intenso e complicazioni, come fratture patologiche.
Diagnosi precoce e terapie
Identificare il tumore della prostata in una fase intraghiandolare consente di considerare interventi come la prostatectomia radicale. Questa procedura può essere eseguita utilizzando tecniche mini-invasive, tra cui la chirurgia robotica, che offrono vantaggi significativi, come un recupero rapido e una degenza ridotta, spesso non superiore ai tre giorni.
Strategie di prevenzione
È consigliabile che gli uomini, a partire dai 50 anni, effettuino annualmente un dosaggio del PSA totale e una visita urologica. Questa raccomandazione viene anticipata a 45 anni per coloro che presentano una storia familiare di tumore prostatico. È fondamentale che il dosaggio del PSA venga valutato da un urologo, evitando interpretazioni autonome da parte del paziente, poiché i valori normali possono variare e non sempre escludono la possibilità di un tumore.
Importanza dell’interpretazione dei risultati
Un aumento progressivo e non stabile del PSA può indicare un rischio elevato di neoplasia prostatica. Qualora i risultati mostrino valori sospetti, il successivo passo diagnostico è la risonanza magnetica multiparametrica della prostata, un esame che fornisce informazioni più dettagliate rispetto all’ecografia transrettale.
Analisi genetica e il suo ruolo
Un ulteriore strumento nella prevenzione del tumore alla prostata è l’analisi genetica. Questa si concentra su mutazioni come quella del gene BRCA2, che aumenta il rischio di sviluppare la malattia e ne accresce l’aggressività. L’analisi è particolarmente raccomandata per i pazienti con forme metastatiche di tumore prostatico, ma si stanno esplorando possibilità di estenderne l’uso anche a casi non metastatici.
Quando e come eseguire l’analisi
La mutazione BRCA2 può essere identificata attraverso l’analisi somatica su tessuti ottenuti da biopsie o interventi chirurgici. In futuro, si prevede di utilizzare anche biopsie liquide per analizzare il DNA tumorale circolante nel sangue.
Se si identifica una mutazione, è possibile attivare terapie mirate con inibitori del sistema PARP per i pazienti in fase metastatica, offrendo nuove possibilità di trattamento. Inoltre, un’analisi eredofamiliare può risultare utile per i familiari di soggetti con mutazioni, consentendo screening precoci e interventi preventivi.
Le implicazioni
La prevenzione e la diagnosi precoce del tumore alla prostata sono fondamentali per migliorare le prospettive di vita degli uomini. La combinazione di esami regolari e analisi genetiche fornisce strumenti vitali per affrontare questa malattia e migliorare la qualità della vita.



