Il prossimo martedì 27 ottobre 2026, la Scuola di Cucina e Pasticceria “Dolce & Salato” di via Raffaele Viviani a Maddaloni (CE) accoglierà un importante incontro promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. L’evento, intitolato “La Grande Ricchezza. La tradizione che nutre la visione: De.Co., P.A.T. e Dieta Mediterranea, la ricetta della Campania per il futuro delle comunità locali”, mira a fornire indicazioni pratiche su come le certificazioni territoriali e il patrimonio gastronomico possano diventare leva per la crescita locale.
Denominazioni comunali: la carta d’identità di un territorio
Le Denominazioni Comunali (De.Co.) sono più che semplici attestati di origine: rappresentano un legame viscerale tra prodotto, territorio e saper fare locale. Durante il convegno l’Assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, ha evidenziato come la De.Co. possa salvare micro-produzioni artigianali a rischio di estinzione, offrendo ai piccoli comuni uno strumento di marketing territoriale efficace contro lo spopolamento. Gli interventi hanno mostrato esempi concreti di prodotti che, una volta registrati, hanno trovato nuovi canali di vendita sia a livello nazionale che internazionale.
Ruolo dell’Assessorato nella diffusione delle De.Co.
Alessandro De Fraia, responsabile De.Co. e Tradizionali della Regione, ha illustrato le procedure operative per l’iscrizione, sottolineando l’importanza di una documentazione accurata e di una collaborazione stretta fra amministrazioni comunali, produttori e associazioni di categoria. Il supporto istituzionale prevede consulenza tecnica, campagne di comunicazione e incentivi economici mirati a rafforzare la rete dei prodotti certificati.
Prodotti Agroalimentari Tradizionali: un atlante della biodiversità campana
La Campania detiene il primato nazionale per il maggior numero di Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.), un patrimonio che costituisce la spina dorsale della biodiversità agraria regionale. Enrico Amico, presidente di Coldiretti Caserta, ha sottolineato come questi prodotti siano vitali per l’economia rurale, offrendo opportunità di reddito a giovani agricoltori che diventano custodi di varietà autoctone. Il convegno ha messo in luce progetti pilota in cui il riconoscimento P.A.T. ha favorito l’accesso a finanziamenti europei per la valorizzazione di filiere corte e sostenibili.
Strategie per i giovani agricoltori
Tra le proposte discusse, vi è la creazione di incubatori agroalimentari gestiti da cooperative locali, che accompagnano i nuovi produttori nella fase di avvio, dalla certificazione al marketing digitale. L’Assessorato all’Agricoltura intende inoltre lanciare un bando dedicato al sostegno di iniziative innovative legate ai P.A.T., con l’obiettivo di contrastare il declino demografico delle aree rurali.
Dieta Mediterranea: dalla tradizione alla salute globale
Il terzo pilastro del convegno riguarda la Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO e radicata nel territorio cilentano. Giuseppe Daddio, chef e direttore della scuola “Dolce & Salato”, ha mostrato come le De.Co. e i P.A.T. costituiscano i mattoni biologici di questo modello alimentare, basato su stagionalità, frugalità e convivialità. La dieta non è solo un elenco di ingredienti, ma uno stile di vita che promuove benessere fisico e sociale, aprendo nuove opportunità per il turismo delle radici.
Turismo delle radici e transizione ecologica
Il dibattito ha concluso sottolineando che la valorizzazione di prodotti tipici può attrarre viaggiatori alla ricerca di autenticità, creando un turismo esperienziale che sostiene l’economia locale. Parallelamente, l’uso di filiere corte e pratiche agroecologiche legate a De.Co. e P.A.T. favorisce la transizione ecologica, riducendo l’impronta carbonica e preservando l’identità culturale dei territori campani.
L’evento ha fornito una roadmap operativa per trasformare le eccellenze agroalimentari della Campania in leve di sviluppo sostenibile, coinvolgendo istituzioni, produttori e consumatori in un progetto condiviso di crescita territoriale.
