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27 Ottobre 2026

De-escalation antibiotica nei bambini con tumore o trapianto

Una ricerca italiana coordinata dall'Ospedale Infantile Regina Margherita e dall'Azienda OIRM – Sant'Anna valuta la possibilità di ridurre esposizioni antibiotiche nei bambini oncoematologici tramite de-escalation entro 96 ore senza peggiorare l'esito a 30 giorni.

De-escalation antibiotica nei bambini con tumore o trapianto

Negli ospedali pediatrici la gestione delle infezioni batteriche del sangue in bambini con tumore o sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche rappresenta una sfida: la necessità di iniziare rapidamente una terapia ampia spesso coesiste con l’incertezza sul microrganismo responsabile nelle prime ore. Lo studio prospettico SUBITO, coordinato a livello nazionale dall’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e dall’Azienda OIRM – Sant’Anna, ha raccolto dati tra il 2020 e il 2023 in 22 centri AIEOP, registrando 509 episodi infettivi in 393 bambini e adolescenti.

Il protocollo osservazionale di SUBITO non impone terapie, ma monitora le scelte cliniche reali e gli esiti collegati. Il gruppo di ricerca, guidato da Manuela Spadea con la supervisione scientifica di Franca Fagioli, ha focalizzato un’analisi specifica sulla cosiddetta de-escalation antibiotica, vale a dire la riduzione o la modifica del regime antibiotico iniziale in base ai risultati microbiologici e all’andamento clinico. Dalla raccolta dei dati è derivata una comparazione su 288 episodi riferiti a 244 pazienti, costruita con metodi statistici per rendere confrontabili i gruppi.

Risultati sull’adozione della de-escalation entro 96 ore

Nell’analisi che ha confrontato episodi con e senza de-escalation nelle prime 48–96 ore, emerge che, nei bambini valutati dopo i primi quattro giorni dall’esordio dell’infezione, la pratica di ridurre o mirare la terapia antibiotica non si è associata a un peggioramento della risposta all’infezione misurata a 30 giorni. Analogamente, non è stato osservato un aumento della mortalità nei casi sottoposti a de-escalation. Molti episodi si erano verificati durante episodi di marcata neutropenia, condizione che aumenta la vulnerabilità alle infezioni e rende la valutazione della sicurezza della de-escalation particolarmente rilevante.

Come è stata misurata l’esposizione agli antibiotici

Per quantificare l’esposizione antibiotica lo studio ha adottato una misura pratica: ogni giorno di somministrazione di un farmaco conteggiava come un giorno di terapia; se in una giornata erano somministrati due antibiotici, venivano conteggiati come due giorni di esposizione. In questo modo il potenziale beneficio della de-escalation può emergere soprattutto come riduzione delle associazioni antibiotiche, anche senza ridurre necessariamente la durata complessiva della cura. Tale approccio aiuta a interpretare il risparmio farmacologico in termini concreti e confrontabili.

Implicazioni cliniche e prospettive

I risultati preliminari dello studio SUBITO offrono elementi per sostenere percorsi condivisi di rivalutazione antibiotica nelle prime 48–96 ore, adattati ai risultati microbiologici e alle condizioni cliniche individuali. Limitare esposizioni non necessarie ha un duplice scopo: ridurre la > tossicità legata ai farmaci e contribuire alla lotta contro la antibiotico-resistenza, fenomeno che minaccia l’efficacia degli antibiotici a livello globale. Lo studio non ha misurato direttamente l’impatto sulla resistenza o sulla tossicità a lungo termine, perciò queste eventuali ricadute restano da verificare in ricerche successive.

La rilevanza pratica della ricerca è sottolineata anche dall’accettazione di una comunicazione orale al congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH), che si terrà a New Orleans dal 12 al 15 . Se confermati da ulteriori dati, i risultati potranno informare linee guida e percorsi clinici condivisi nei reparti pediatrici, offrendo un bilanciamento tra rapidità di intervento e uso più consapevole degli antibiotici anche nei pazienti più fragili.

Lo studio SUBITO, condotto nei 22 centri della rete AIEOP e coordinato dall’Ospedale Infantile Regina Margherita insieme all’Azienda OIRM – Sant’Anna, propone che la rivalutazione precoce della terapia antibiotica possa essere una strategia sicura per limitare esposizioni non necessarie senza compromettere gli esiti a breve termine, come documentato nei dati su 288 episodi e 244 pazienti analizzati.