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17 Ottobre 2026

Dibattiti su liste d’attesa, assistenza territoriale e salute

Scopri le proposte dei protagonisti per riformare il SSN e superare le criticità della salute pubblica

Dibattiti su liste d’attesa, assistenza territoriale e salute

La tutela della salute è sancita dalla Costituzione come diritto fondamentale dell’individuo e interesse collettivo. Tuttavia, l’applicazione pratica del principio universalistico è ostacolata da liste d’attesa interminabili carenza di personale e disparità tra le regioni. Queste tensioni mettono a dura prova la credibilità della democrazia e la coesione sociale, richiedendo un dibattito aperto e proposte concrete da parte di istituzioni, esperti e cittadini.

Il Festival Salute 2026 tenutosi nell’Aula magna di Palazzo del Bo a Padova, ha offerto un momento di confronto su questi temi. Moderato dal giornalista Michele Bocci, l’incontro ha riunito Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin e la deputata Rachele Scarpa. I protagonisti hanno discusso l’attuale stato del Servizio sanitario nazionale evidenziando come le liste d’attesa, la mancanza di personale qualificato e le diverse risorse regionali rendano difficile l’effettiva realizzazione del diritto alla salute.

Convegno nazionale di diritto sanitario ad Alessandria: dieci proposte per il futuro

Una settimana prima a Alessandria, la Società italiana di diritto sanitario (SoDiS) ha organizzato il XXIV Convegno nazionale di diritto sanitario, dedicato al finanziamento del SSN. Dopo intensi dibattiti tra giuristi, economisti e manager, è stato redatto un documento di dieci punti. Tra le proposte spicca la contrapposizione al universalismo selettivo sostenendo la globalità della presa in carico ovvero l’integrazione di prevenzione, cura e riabilitazione in un unico percorso assistenziale. Il documento sottolinea che la spesa sanitaria è costituzionalmente necessaria e deve essere prioritaria nella programmazione di bilancio.

Le dieci linee guida del documento conclusivo

Le indicazioni riassunte includono: (1) eliminare le barriere finanziarie al accesso; (2) rafforzare la rete di assistenza territoriale; (3) promuovere la digitalizzazione dei percorsi clinici; (4) garantire risorse adeguate al personale; (5) incentivare la formazione continua; (6) uniformare le procedure tra le regioni; (7) potenziare la medicina preventiva; (8) sviluppare strutture di riabilitazione integrate; (9) monitorare l’efficacia dei trattamenti con dati real-time; (10) instaurare un meccanismo di revisione periodica dei costi. Queste proposte mirano a superare l’attuale disparità tra bisogni sanitari e capacità del sistema.

Assistenza territoriale, case della comunità e dibattito a Sandrigo

All’Università di Milano, il Ceridap ha ospitato un incontro sull’interconnessione tra assistenza territoriale e sanitaria. Sono state illustrate le nuove Case della Comunità concepite per far arrivare il servizio al cittadino anziché farlo recare al servizio. L’utilizzo della digitalizzazione è stato presentato come strumento chiave per una cura di prossimità più efficiente, riducendo le attese nei pronto soccorso e nei consulti specialistici. Parallelamente, il 13 novembre 2026 a Sandrigo, l’iniziativa “Democrazia ferita o democrazia finita?” ha organizzato una serata pubblica con Gino Gerosa, assessore alla Sanità del Veneto, la consigliera regionale Chiara Luisetto e la docente Alba Lazzaretto. Moderata da Luca Ancetti, la discussione ha ribadito che una democrazia malata non può garantire la tutela della salute senza un impegno concreto a potenziare l’assistenza di prossimità e a ridurre le disuguaglianze territoriali.

Il filo conduttore di tutti questi eventi è la necessità di trasformare le dichiarazioni di principio in azioni operative. La pressione delle liste d’attesa, la carenza di personale e la frammentazione regionale chiedono un piano integrato che trovi equilibrio tra finanziamento, innovazione digitale e potenziamento delle strutture locali. Anche le prossime elezioni rappresentano un’occasione cruciale: i partiti dovranno impegnarsi a mantenere la salute come pilastro della democrazia, garantendo risorse stabili e politiche coerenti con le linee guida emerse nei recenti dibattiti.