Le evidenze raccolte a livello internazionale collocano il settore sanitario tra le realtà produttive più esposte al stress lavoro-correlato (rischio SLC). La combinazione di turni prolungati, urgenze cliniche e carichi emotivi rende quotidianamente gli operatori sanitari vulnerabili a manifestazioni di disagio psicofisico. A questi fattori si aggiunge la pressione esercitata dalle crescenti richieste di qualità e sicurezza dei servizi, creando un clima occupazionale particolarmente complesso.
L’emergenza sanitaria scaturita dal Covid-19 ha profondamente modificato l’organizzazione del lavoro in ospedali e strutture assistenziali. Riduzioni di personale, riorganizzazione dei reparti e introduzione di protocolli restrittivi hanno acuito le difficoltà già esistenti, incidendo negativamente sulla qualità delle condizioni di lavoro. In questo scenario, la gestione efficace del rischio SLC è divenuta una priorità per tutelare la salute dei professionisti e per garantire livelli adeguati di assistenza al paziente.
Rischio di stress lavoro-correlato nel contesto sanitario
Secondo il Accordo quadro europeo del 2004, lo stress lavoro-correlato è definito come una condizione che può generare disturbi fisici, psicologici o sociali quando gli individui percepiscono di non poter soddisfare le richieste poste su di loro. In Italia, il decreto legislativo 81/2008 recepisce tale definizione imponendo al datore di lavoro l’obbligo di valutare e gestire il rischio SLC con la stessa rigore degli altri rischi per la sicurezza.
Nel 2010, la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha fornito indicazioni operative per la valutazione del rischio, delineando un percorso metodologico di base. Successivamente, nel 2011 e con aggiornamento del 2017, il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA) ha pubblicato una metodologia dedicata, supportata da una piattaforma online, per assistere le aziende nella valutazione del stress lavoro-correlato secondo criteri scientifici e condivisi.
Strumenti e metodologie sviluppati per la valutazione e gestione
Il Laboratorio rischi psicosociali e tutela dei lavoratori vulnerabili, inserito nel DIMEILA, ha condotto una ricerca su circa 9.000 operatori sanitari, coinvolgendo diverse realtà del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo è stato sviluppare strumenti di valutazione e gestione del rischio SLC specifici per le peculiarità del settore sanitario. La sperimentazione sul campo ha permesso di identificare fattori di rischio peculiari, come l’esposizione prolungata a situazioni di emergenza, la gestione del lutto professionale e le difficoltà legate al lavoro a distanza.
Misure specifiche per il settore sanitario
Pur mantenendo intatto il modello di base proposto dalla metodologia INAIL, sono state introdotte misure integrative mirate a migliorare la precisione della valutazione. Tra queste: l’inclusione di indicatori legati al carico emotivo del paziente, l’analisi della continuità assistenziale tra turni, e la valutazione dell’impatto delle procedure di biosicurezza post-Covid. Tali aggiunte consentono un approccio più partecipativo, coinvolgendo sia i referenti della prevenzione sia i lavoratori, in linea con la normativa vigente.
Risorse operative e accesso online
Il risultato della ricerca è stato consolidato in un monografico di supporto operativo, disponibile gratuitamente su una piattaforma dedicata. Il documento presenta i strumenti di valutazione integrati, le linee guida per la loro applicazione e le misure preventive consigliate. Le aziende sanitarie possono così accedere direttamente a moduli, questionari e checklist, facilitando l’implementazione di un sistema di gestione del rischio SLC più efficace e contestualizzato.
