Il 6 novembre 2026 è iniziato il sesto viaggio apostolico di Papa Leone XIV, che ha preso il volo da Roma-Fiumicino a bordo di un ITA Airways A330-900 alle ore 7.05. Dopo aver attraversato l’Europa, l’Africa settentrionale e il Brasile, l’aereo si è posato alle 16.19 (20.19 ora di Roma) all’Aeroporto internazionale di Montevideo-Carrasco “General Cesáreo L. Berisso”.
All’arrivo, il Santo Padre è stato accolto dal Presidente della Repubblica uruguaiana, accompagnato da due bambine che gli hanno offerto dei fiori. Successivamente è stato ricevuto dalla Guardia d’Onore e ha seguito una breve carovana verso la base aerea della Fuerza Aérea Uruguaya, per poi proseguire in auto aperta verso Plaza Independencia, dove ha incontrato una folla di circa 30.000 persone.
Discorso al pubblico uruguayano: una denuncia personale
Nel suo intervento alle autorità civili, il Papa Leone XIV ha condiviso un’esperienza personale: “Recentemente ho sperimentato in prima persona i limiti imposti dalla malattia e ho ricevuto cure per le quali sono profondamente grato”. Ha subito collegato la sua vicenda a quella di milioni di persone che non hanno accesso a una diagnosi tempestiva o a trattamenti adeguati, chiedendo che l’assistenza sanitaria sia alla portata di tutti, indipendentemente dalle risorse economiche.
Il pontefice ha ribadito che la fragilità non diminuisce il valore di una persona nella società: “Chi si trova in una di queste situazioni non smette di essere un membro a pieno titolo della società”. Ha concluso invitando governi, istituzioni e cittadini a sostenere politiche che riducano le disuguaglianze sanitarie a livello globale.
Telegramma al Presidente della Repubblica Italiana
Al momento della partenza dal territorio italiano, il Santo Padre ha inviato un telegramma al Presidente Sergio Mattarella, affidandogli “i desideri di pace e fraternità” delle popolazioni che visiterà, e chiedendo il suo “cordiale saluto” per l’Italia. Il messaggio, firmato “Leo PP. XIV”, è stato riportato come segno di continuità tra la Chiesa e lo Stato italiano.
Messaggi ai capi di Stato durante il sorvolo
Durante il volo, Leone XIV ha inviato telegrammi di saluto a diversi capi di Stato, tra cui Emmanuel Macron (Francia), Abdelmadjid Tebboune (Algeria), Mohamed Cheikh El Ghazouani (Mauritania), Bassirou Diomaye Faye (Senegal) e Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile). In ciascuno dei messaggi, il Papa ha ricordato le visite precedenti, ha espresso gratitudine e ha invocato le benedizioni divine di pace, unità e prosperità per i rispettivi popoli.
Questi messaggi sottolineano la dimensione internazionale del viaggio e la volontà del Pontefice di usare la propria influenza per promuovere la solidarietà tra le nazioni, soprattutto in un contesto in cui la salute pubblica è spesso fonte di tensioni e disuguaglianze.
Accoglienza a Plaza Independencia
Una volta trasferito in auto verso Plaza Independencia, il Papa è stato salutato da una folla numerosa, dimostrando l’entusiasmo dei cittadini uruguaiani per la visita pontificia. Il percorso è stato caratterizzato da applausi e manifestazioni di affetto, in cui le parole del Papa sulla salute hanno risuonato come un appello morale condiviso da tutti i presenti.
Il viaggio continuerà verso l’Argentina e il Perù, dove il Pontefice prevede di proseguire il suo impegno per la “buona novella” e per il sostegno alle persone più vulnerabili, ricordando ancora una volta che la cura della salute è un dovere di tutta l’umanità.
