L’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato il bilancio della Dengue in Italia. Il sistema di sorveglianza nazionale sulle arbovirosi, coordinato dall’ISS, ha registrato 376 casi confermati dal 1° gennaio al 3 novembre. Di questi, 76 sono autoctoni, cioè contratti sul territorio nazionale. Tutti gli altri sono legati a viaggi all’estero. Non è stato segnalato alcun decesso.
Il dato più rilevante per la sanità pubblica riguarda proprio i casi autoctoni. La loro presenza indica che il virus è circolato anche in Italia, senza arrivare soltanto con chi rientra da un viaggio. Secondo il bollettino, queste infezioni sono riconducibili a 5 focolai di trasmissione locale, ai quali si aggiungono 2 casi isolati.
I due casi isolati, secondo l’ISS, allo stato attuale delle indagini “non risultano epidemiologicamente collegati ad altri, né tra loro”. In altre parole, gli accertamenti non hanno ancora permesso di attribuirli a una catena di contagio nota.
Una settimana di sorveglianza: i numeri crescono lentamente
Il confronto con il report precedente, diffuso una settimana prima, mostra un aumento contenuto. In quel bollettino i casi complessivi erano 369, di cui 73 autoctoni. La crescita riguarda quindi sia le infezioni contratte all’estero sia quelle di origine locale.
Il ritmo è modesto, ma il fatto che i casi autoctoni continuino a salire indica che la sorveglianza resta necessaria anche in questa fase dell’anno. L’ISS aggiorna periodicamente anche la mappa della trasmissione locale, che permette di seguire l’andamento dei focolai sul territorio.
Le Maldive come principale luogo di esposizione
Sul fronte dei casi importati emerge una destinazione in particolare. Secondo il bollettino, circa la metà delle infezioni associate a viaggi ha come luogo di esposizione le Maldive.
Per chi segue le arbovirosi, questo dato è utile: indica da quali rotte arriva con maggiore frequenza il virus nel nostro Paese. Proprio i casi importati possono innescare episodi di trasmissione locale, se le condizioni lo consentono.
Chikungunya e Zika: quadro stabile
Lo stesso sistema di sorveglianza monitora altre infezioni virali trasmesse da vettori. Per la Chikungunya l’ISS riporta 30 casi confermati. Uno solo è autoctono, mentre gli altri sono associati a viaggi all’estero. Il 34% ha come luogo di esposizione le Seychelles. Anche in questo caso non si registrano decessi.
Per il virus Zika i casi segnalati sono 4, tutti legati a viaggi all’estero e senza decessi. I dati su Chikungunya e Zika sono invariati rispetto al bollettino precedente. Al momento, quindi, l’unica arbovirosi con numeri in movimento è la Dengue.
Cosa diranno i prossimi bollettini
I prossimi aggiornamenti dell’ISS diranno se i cinque focolai di trasmissione locale si stanno esaurendo o se continuano a produrre nuovi casi. Chiariranno anche se le indagini epidemiologiche riusciranno a collegare i due casi autoctoni oggi isolati a una fonte di contagio. Chi vuole seguire l’evoluzione può consultare i bollettini periodici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità sulla sorveglianza delle arbovirosi.
