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29 Ottobre 2026

Occhio secco e parametri biomeccanici: implicazioni per la chirurgia

Uno studio del 2026 guidato da Zhen Ling Teo ha analizzato 482 occhi e mostra che la terapia della superficie oculare può ridurre il TBI e modificare parametri biomeccanici rilevanti per la chirurgia refrattiva.

Occhio secco e parametri biomeccanici: implicazioni per la chirurgia

Negli ultimi anni la possibilità di misurare in vivo la risposta meccanica della cornea ha inserito nuovi elementi nella valutazione dei candidati alla chirurgia refrattiva. Un lavoro pubblicato nel 2026 da un gruppo guidato da Zhen Ling Teo ha esaminato come la terapia dell’occhio secco influisca su indici biomeccanici e tomografici, suggerendo che la condizione della superficie oculare può alterare le misurazioni utilizzate per valutare il rischio di ectasia.

L’analisi retrospettiva ha coinvolto inizialmente 482 occhi di 241 pazienti adulti (età > 21 anni), visitati tra agosto 2020 e luglio 2022. Tra questi, 99 pazienti (pari al 41,1%) mostravano un valore anomalo del TBI in almeno un occhio; dopo il trattamento della superficie oculare alcuni parametri sono cambiati in modo significativo.

Disegno dello studio e risultati numerici

Lo studio, di tipo retrospettivo monocentrico, ha raccolto dati clinici, tomografici e biomeccanici in una popolazione di potenziali candidati alla chirurgia refrattiva. La popolazione finale analizzata per gli effetti del trattamento comprendeva 50 occhi appartenenti a 34 pazienti che avevano completato il protocollo terapeutico. I risultati principali evidenziano una riduzione media del TBI pari a 0,20 ± 0,14 unità dopo la terapia; la pachimetria corneale è aumentata mediamente di 7,6 ± 10,1 µm.

Variazioni ad altri parametri biomeccanici

Oltre al TBI e alla pachimetria, sono state riscontrate modifiche statisticamente significative in indici come il Deformation Amplitude Ratio, lo SP-A1 e lo SP-HC, nonché una riduzione del BAD-D. Tuttavia, per alcuni di questi parametri lo studio non fornisce l’entità media della variazione. È stato anche osservato un nesso tra l’aumento della pressione intraoculare biomeccanicamente corretta (bIOP) e l’incremento di SP-A1 e SP-HC, sottolineando l’importanza di considerare la pressione intraoculare nell’interpretazione delle misure biomeccaniche.

Protocollo terapeutico e confronto con controlli

Il trattamento applicato era di tipo multimodale: sospensione delle lenti a contatto, instillazione di lacrime artificiali senza conservanti ogni tre ore, integrazione orale quotidiana con Omega-3, somministrazione serale di ciclosporina e occlusione dei puntini lacrimali con punctal plugs in collagene. Questa combinazione mirava a stabilizzare il film lacrimale e a migliorare la superficie oculare, ma impedisce di attribuire gli effetti a un singolo intervento.

Il confronto con un gruppo di controllo di età comparabile ha mostrato che, dopo il trattamento, il TBI medio nei soggetti trattati era 0,20 ± 0,10 mentre nei controlli era 0,10 ± 0,10; entrambi i valori erano inferiori alla soglia di 0,29 utilizzata nello studio. Nonostante la riduzione del TBI, il valore medio rimaneva più elevato nei soggetti trattati e alcuni indici (come Integrated Inverse Radius e Deformation Amplitude Ratio) indicavano una maggiore rigidità nel gruppo di controllo.

Interpretazione fisiopatologica delle modifiche

La sindrome dell’occhio secco comporta perdita di omeostasi del film lacrimale, infiammazione e alterazioni dell’epitelio corneale. Poiché l’epitelio contribuisce alla regolarità superficiale e alla distribuzione dello spessore, le modifiche riportate dopo il trattamento possono riflettere cambiamenti epiteliali, variazioni di idratazione o semplici differenze nelle condizioni di misurazione. In assenza di dati distinti sullo spessore epiteliale e stromale, non è possibile determinare quale componente abbia pesato maggiormente sull’aumento medio di 7,6 µm della pachimetria.

Gli autori osservano quindi che le variazioni misurate non dimostrano un effettivo rafforzamento stromale: il miglioramento degli indici potrebbe derivare dalla combinazione di stabilizzazione della superficie, cambi pachimetrici e influenza della bIOP sulle misurazioni biomeccaniche.

La ricerca guidata da Zhen Ling Teo nel 2026 suggerisce che la condizione della superficie oculare è un elemento determinante nella valutazione preoperatoria dei candidati alla chirurgia refrattiva e che la correzione dell’occhio secco può modificare indici chiave usati per stimare il rischio di ectasia.