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30 Ottobre 2026

Orecchio bionico: la prima chirurgia a Fano per sordità profonda

Un bambino sordo riceve il primo impianto cocleare di Fano, aprendo nuove prospettive uditive per la regione

Orecchio bionico: la prima chirurgia a Fano per sordità profonda

L’orecchio bionico è entrato per la prima volta nella storia sanitaria di Fano grazie a un intervento d’emergenza realizzato presso l’ospedale locale. Un piccolo paziente affetto da sordità profonda congenita è stato operato dall’equipe di Otorinolaringoiatria dell’Azienda sanitaria di Pesaro-Urbino, in collaborazione con la clinica dell’Università di Perugia. L’operazione, avvenuta il 30 ottobre, rappresenta il risultato di più di un anno di formazione specialistica e della creazione di un centro dedicato alla chirurgia e alla riabilitazione della perdita uditiva.

L’intervento di chirurgia cocleare a Fano: prime informazioni

Il impianto cocleare è indicato per chi non trae vantaggio dalle tradizionali protesi acustiche, che si limitano ad amplificare i suoni. Al suo interno, un microelettrodo viene inserito nella coclea e converte gli stimoli sonori in impulsi elettrici, attivando direttamente il nervo uditivo. L’intervento è stato condotto dalle dottoresse Emanuela Battisti e Cristina Cingolani, affiancate dal professor Giampietro Ricci, direttore della clinica perugina. L’anestesista Michele Tempesta e il collega Salvatore Maviglia hanno gestito la sedazione, mentre l’intero staff di infermeri e strumentisti, coordinato dalla dottoressa Daniela Brera, ha garantito la sicurezza della sala operatoria.

Come funziona il dispositivo: il concetto di orecchio bionico

Il dispositivo, spesso definito orecchio bionico, non amplifica il suono ma lo traduce in segnali elettrici che il cervello interpreta come percezione uditiva. Questa tecnologia è riservata a pazienti con sordità grave o profonda che non rispondono alle protesi tradizionali. Una volta impiantato, il chip richiede una fase di programmazione personalizzata e una riabilitazione continua per garantire l’acquisizione delle competenze linguistiche.

Il percorso multidisciplinare e la rete territoriale

Dopo l’intervento, il piccolo paziente entrerà nella fase di attivazione del dispositivo, seguita da un percorso di riabilitazione gestito dalla UOC di Neuropsichiatria Infantile e dall’Unità Multidisciplinare dell’Età Evolutiva. Il direttore della UOC di Otorinolaringoiatria, Luca D’Ascanio, ha sottolineato che il protocollo prevede un accompagnamento “dalla diagnosi alla riabilitazione uditiva e linguistica”, evitando l’isolamento sociale del bambino. Inoltre, il nuovo centro di Fano è collegato al ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste e alla Clinica ORL dell’Università di Perugia, creando una rete di supporto che riduce la necessità di trasferimenti fuori regione.

Il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, ha dichiarato che questo risultato «è un traguardo importante per la sanità del territorio», dimostrando la capacità dell’azienda sanitaria di fornire cure di altissima specializzazione a livello locale. Il direttore generale dell’Azienda, Alberto Carelli, ha aggiunto che l’investimento nella competenza e nella collaborazione di rete mette al centro il futuro dei bambini e il benessere della comunità.