Ospedali italiani tra i migliori 250 del mondo secondo Newsweek

La classifica World’s Best Hospitals 2026 di Newsweek e Statista include 13 strutture italiane: il Gemelli è la prima realtà nazionale, seguita da Niguarda e Humanitas

FLASH – La rassegna internazionale dei migliori ospedali assegna ampio spazio alle eccellenze italiane. Nella classifica 2026 della rivista Newsweek, elaborata in collaborazione con la piattaforma di dati Statista, risultano inserite tredici strutture italiane tra le 250 migliori al mondo. Il posizionamento si basa su criteri che includono la qualità clinica, la percezione da parte dei pazienti e i riconoscimenti tra gli specialisti. Sul piano statistico, la presenza di tredici ospedali conferma la rilevanza internazionale del sistema sanitario italiano.

Qual è il quadro generale della classifica

FLASH – Sul piano statistico, la presenza di tredici ospedali conferma la rilevanza internazionale del sistema sanitario italiano. La graduatoria ha valutato oltre 2.500 ospedali in 32 Paesi selezionati. La metodologia integra quattro fonti: raccomandazioni di esperti medici, indicatori oggettivi di qualità ospedaliera, dati sull’esperienza dei pazienti e il Patient-Reported Outcome Measures Implementation Survey fornito da Statista. Nella versione più recente la valutazione ha esteso l’attenzione ad accreditamento, sicurezza e indicatori di outcome. Il risultato mira a migliorare la comparabilità fra sistemi sanitari con strutture e processi differenti.

I vertici internazionali

Il risultato mira a migliorare la comparabilità fra sistemi sanitari con strutture e processi differenti. In cima alla graduatoria globale figurano istituzioni riconosciute a livello mondiale: Mayo Clinic-Rochester, Toronto General-University Health Network, Cleveland Clinic, Karolinska Universitetssjukhuset e Massachusetts General Hospital.

Queste strutture emergono per l’integrazione tra ricerca clinica, innovazione tecnologica e protocolli di cura standardizzati. I criteri valutati comprendono risultati clinici, capacità di innovazione e soddisfazione dei pazienti, elementi che hanno influenzato anche la valutazione degli ospedali italiani.

La presenza italiana: le strutture e le posizioni

Il risultato più alto per l’Italia è stato conseguito dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, collocato al 33° posto nella graduatoria globale. A seguire figurano il Policlinico Niguarda di Milano, al 43° posto, e l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, al 51° posto. I dati confermano la presenza di strutture italiane tra le prime cento posizioni.

Concentrazione regionale

La classifica evidenzia una significativa concentrazione di eccellenze in Lombardia. La presenza di più ospedali lombardi tra i migliori riflette la densità di centri specialistici e infrastrutture cliniche nella regione. Questa distribuzione può influire sulle scelte di pazienti e operatori nel ricorso a percorsi di cura specialistici.

Elenco completo delle strutture italiane

Il presente elenco prosegue l’analisi sulla presenza italiana nella lista dei 250 migliori ospedali al mondo.

Le tredici istituzioni italiane inserite nella graduatoria sono: Policlinico Universitario Agostino Gemelli (Roma, 33), Policlinico Niguarda (Milano, 43), Istituto Clinico Humanitas (Rozzano, 51), Ospedale San Raffaele (Milano, 57), Policlinico Sant’Orsola-Malpighi (Bologna, 76), Ospedale Papa Giovanni XXIII (Bergamo, 104), Azienda Ospedaliera di Padova (127), Policlinico San Matteo (Pavia, 134), Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – Ospedale Borgo Trento (142), Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (Firenze, 192), AOU Policlinico di Modena (198), Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea (Roma, 203) e AOU Città della Salute e della Scienza – Molinette (Torino, 221).

La collocazione più alta è al 33° posto, la più bassa al 221°; tale intervallo riflette differenze nelle specializzazioni e nelle capacità di ricerca.

Perché questa classifica è rilevante per i cittadini

La classifica mette a confronto oltre duecento strutture su criteri comparabili e aggiornati. Offre ai cittadini informazioni utili per scegliere dove curarsi o dove indirizzare un familiare. Il range di posizionamento, dalla posizione 33 alla 221, riflette differenze in specializzazioni, capacità di ricerca e organizzazione clinica.

Basata su dati misurabili e sul giudizio di professionisti, la graduatoria non pretende di essere un verdetto assoluto. Fornisce invece uno snapshot delle pratiche di eccellenza a livello internazionale. I risultati vanno interpretati insieme alle esigenze cliniche specifiche, alla disponibilità territoriale e ai percorsi di cura locali.

Limiti e considerazioni

I risultati vanno interpretati insieme alle esigenze cliniche specifiche, alla disponibilità territoriale e ai percorsi di cura locali. Ogni metodologia presenta limiti. La disponibilità di dati confrontabili varia tra Paesi. Variano anche le modalità di raccolta delle informazioni sul paziente.

La posizione in graduatoria non sostituisce il consiglio medico locale né la valutazione delle esigenze cliniche individuali. L’inclusione di World’s Best Hospitals 2026 di tredici ospedali italiani indica tuttavia una capacità del sistema sanitario nazionale di competere a livello internazionale. Per cittadini e operatori sanitari i ranking offrono spunti utili per orientare scelte e sviluppare percorsi di collaborazione internazionale. Restano necessari monitoraggi continui e valutazioni contestualizzate per tradurre i risultati in miglioramenti concreti.

Scritto da Staff

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