La ASL Roma 3 ha lanciato un progetto inedito per avvicinare la prevenzione oncologica ai luoghi dove la cittadinanza si ritrova quotidianamente. L’iniziativa, battezzata “Siamo in missione per conto di Dio”, prevede la presenza di squadre sanitarie all’interno di alcune parrocchie del territorio romano, con l’obiettivo di abbattere le barriere logistiche e informative che spesso limitano l’adesione ai programmi di screening oncologici.
Il primo appuntamento a San Nicola di Bari, Ostia – 25 ottobre
La data di avvio è domenica 25 ottobre dalle 9.30 alle 13.30 presso la parrocchia San Nicola di Bari a Ostia. Durante la mattinata, il personale sanitario dell’ASL, coadiuvato dai volontari dell’associazione L’Albero delle Molte Vite fornirà informazioni sui vari programmi di screening oncologici attivi sul territorio e distribuirà le provette per il screening del colon-retto. L’offerta è completamente gratuita e rivolta a tutti gli aventi diritto, senza necessità di prenotazione preventiva.
Obiettivi e motivazioni del progetto “Siamo in missione per conto di Dio”
Maria Rita Noviello, responsabile dei Programmi di Screening Oncologici della ASL, ha spiegato che il nome dell’iniziativa richiama una celebre battuta del film *The Blues Brothers* (1980), scelta per sottolineare lo spirito di “missione” al servizio della salute. Portare la prevenzione nei centri frequentati quotidianamente dalle persone significa abbattere alcune delle barriere che possono ostacolare l’adesione agli screening ha dichiarato, evidenziando l’intento di integrare la rete tradizionale di punti di accesso sanitario con spazi di aggregazione più vicini alla vita di tutti i giorni.
Il progetto non intende sostituire i centri sanitari consolidati, ma ampliarne la capillarità, creando un ulteriore punto di informazione e orientamento. L’auspicio della responsabile è che, in futuro, la stessa formula possa essere replicata in tutte le parrocchie della città, rendendo la prevenzione un elemento pervasivo del tessuto sociale.
Ruolo cruciale degli screening nella diagnosi precoce
Laura Figorilli, direttore generale della ASL Roma 3, ha ribadito l’importanza di questi controlli: gli screening rappresentano uno degli strumenti fondamentali di prevenzione e diagnosi precoce. Raggiungere le persone che, per motivi organizzativi o per scarsa informazione, partecipano meno ai programmi tradizionali è essenziale per aumentare le probabilità di individuare le patologie in fase iniziale.
Screening del colon-retto: modalità e criteri di accesso
Le provette distribuite consentiranno agli adulti eleggibili di effettuare il test immunochimico fecale, modalità consigliata per la popolazione a partire dai 50 anni o con fattori di rischio specifici. Il personale sanitario spiegherà passo per passo la procedura, dalla raccolta del campione alla consegna al laboratorio, garantendo così che la diagnosi precoce sia alla portata di chiunque desideri partecipare.
