Salta al contenuto
19 Ottobre 2026

Shield Women: oltre 1.600 mammografie e 2.798 percorsi avviati

Shield Women, progetto di Andos Nazionale Ets, ha raggiunto oltre 10mila persone, inserito 2.798 donne nei percorsi di prevenzione e realizzato più di 1.600 mammografie

Shield Women: oltre 1.600 mammografie e 2.798 percorsi avviati

Il progetto Shield Women (Screening Help Initiative for Empowerment and Learning in Disadvantaged Women), promosso da Andos Nazionale Ets ha reso noti i risultati della sua attività con un incontro svoltosi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma. In pochi mesi la rete messa in campo ha raggiunto oltre 10mila persone e ha permesso di inserire 2.798 donne in percorsi di prevenzione dedicati, con più di 1.600 mammografie eseguite.

Numeri chiave e impatto sul territorio

Tra le visite effettuate, per 473 donne la mammografia è stata il primo esame nella vita sanitaria, un dato che sottolinea la capacità del progetto di intercettare persone lontane dai canali tradizionali di prevenzione. Complessivamente sono stati individuati 12 casi grazie agli accertamenti promossi dalla rete, un risultato che evidenzia l’importanza della diagnosi precoce per ridurre la gravità degli interventi terapeutici. Questi numeri sono emersi durante la presentazione pubblica a Roma e servono a illustrare l’efficacia dell’approccio adottato.

Distribuzione operativa

L’intervento è stato reso possibile dalla collaborazione di 11 comitati di Andos dislocati su scala nazionale e da una rete composta da 93 associazioni e realtà locali. Tra i partner figurano organizzazioni culturali, case antiviolenza, parrocchie, farmacie, ambulatori popolari e rappresentanze sindacali: tutte realtà che hanno consentito di portare l’informazione e l’accompagnamento nei luoghi frequentati dalle comunità target. Il coinvolgimento diffuso ha permesso di abbattere ostacoli logistici e culturali che spesso impediscono l’accesso ai programmi di screening.

Finalità del progetto e approccio alla prevenzione

Shield Women è pensato per favorire l’accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore del seno per donne in condizioni di fragilità sociale, economica o culturale. L’obiettivo dichiarato è creare un collegamento diretto tra queste donne e il Servizio sanitario nazionale attraverso attività di informazione, sensibilizzazione e accompagnamento. Il modello adottato enfatizza la prossimità: iniziative e incontri vengono realizzati nei luoghi frequentati dalle comunità per raggiungere chi non beneficia pienamente dei tradizionali canali informativi.

Significato dei dati emersi

I numeri raccolti—dalle oltre 10mila persone raggiunte alle 1.600 mammografie—sono presentati come prova che mettere a disposizione uno screening non è sufficiente senza strategie che facilitino l’accesso. Il dato delle 473 prime mammografie è stato citato come particolarmente significativo: si tratta di donne che il progetto è riuscito ad avvicinare alla prevenzione e che, diversamente, sarebbero rimaste escluse o raggiunte troppo tardi.

Dichiarazioni e prospettive di Andos Nazionale Ets

Flori Degrassi, presidente di Andos Nazionale Ets ha sottolineato come il progetto punti a trasformare un’esperienza locale in un modello replicabile su scala più ampia. Secondo Degrassi, la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione è condizione necessaria per aumentare le possibilità di guarigione e per ridurre l’invasività dei trattamenti. La strategia si fonda sul coinvolgimento delle reti locali e sull’offerta di un accompagnamento pratico verso i servizi sanitari.

Nel complesso, i risultati illustrati nella Sala della Protomoteca confermano che interventi mirati e basati sulla fiducia delle comunità possono produrre effetti concreti in termini di adesione ai programmi di screening e di individuazione precoce di patologie. Shield Women, attraverso l’azione coordinata di 11 comitati e 93 partner, ha posto le basi per un modello di prevenzione che punta a essere sostenibile e riproducibile su territori differenti.

Il percorso avviato mostra che la sinergia tra associazioni e servizi territoriali è una risorsa strategica per affrontare le barriere economiche, linguistiche e culturali che ostacolano l’accesso alla salute. I dati finora registrati offrono un quadro concreto dell’impatto sul campo e forniscono elementi utili per progettare interventi similari rivolti a gruppi vulnerabili in altre aree del Paese.