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28 Ottobre 2026

Risultati elettorali israeliani: blocchi di Netanyahu ed Eisenkot ancora senza maggioranza

Le elezioni israeliane hanno dato 53 seggi a Netanyahu, 48 a Eisenkot e 19 ai partiti arabi, ma nessun blocco supera la soglia dei 61 seggi.

Risultati elettorali israeliani: blocchi di Netanyahu ed Eisenkot ancora senza maggioranza

Il voto nazionale si è concluso con una partecipazione senza precedenti, segnalando un afflusso di elettori superiore a qualsiasi ciclo precedente. La Knesset, il parlamento israeliano, dovrà ora riorganizzarsi sulla base di una prima stima che assegna 53 seggi allo schieramento guidato dal primo ministro uscente Benjamin Netanyahu e 48 al blocco dell’opposizione capitanato da Gadi Eisenkot. Oltre a questi due fronti, le liste arabe hanno conquistato 19 mandati, toccando il più alto risultato mai registrato nella storia delle elezioni israeliane.

Al momento sono state scrutiniate circa il 93 % delle schede ordinarie, corrispondenti all’85,6 % del totale dei voti. Rimane ancora da esaminare una quota di 7 % delle schede, nonché un numero consistente di voti espressi tramite il sistema delle buste doppie, riservato a militari, detenuti, diplomatici all’estero e a chi non può recarsi al seggio di competenza. Le autorità hanno indicato come possibile orario di pubblicazione dei risultati definitivi il pomeriggio di domani, mentre la certificazione formale è prevista per il 4 novembre.

Distribuzione preliminare dei seggi: 53 per Netanyahu, 48 per Eisenkot, 19 per le liste arabe

Le proiezioni provengono dal conteggio dei voti già certificati e mostrano un equilibrio molto stretto: il blocco del premier ottiene un vantaggio di cinque seggi rispetto all’opposizione, ma resta ben al di sotto della soglia di 61 seggi necessaria per formare un governo stabile. Parallelamente, le liste arabe, tradizionalmente frammentate, hanno superato la soglia di sbarramento del 3,25 % consolidandosi in 19 seggi, un risultato storico che suggerisce una crescente capacità di mobilitazione della cittadinanza araba.

Questo esito mette in evidenza il ruolo da bilancia che le forze arabe hanno assunto in questo turno elettorale. Il dato indebolisce la tradizionale logica di maggioranze affidate esclusivamente ai partiti ebraici e apre la porta a possibili alleanze trasversali, anche se il clima politico rimane fortemente polarizzato. Alcuni partiti minori, tra cui “I riservisti” (2,6 %) e “Popolo d’Israele” (1,6 %), sono rimasti sotto la soglia di sbarramento, escludendo ulteriori variazioni nella composizione della Knesset.

Le buste doppie: cosa sono e quanta influenza potrebbero avere

Il meccanismo delle buste doppie consente a elettori impossibilitati a recarsi al seggio di votare in due fasi distinte: la compilazione di una busta con la preferenza di partito e, successivamente, il rilascio di una seconda busta alla commissione elettorale per la convalida. Le autorità stimate tra 430 000 e 480 000 tali voti, pari a circa il 12 % dei seggi potenziali. In termini pratici, la contea di queste schede potrebbe tradursi in un guadagno di circa 12-15 seggi per i gruppi che riusciranno a catturarne la maggioranza.

Gli analisti prevedono che il blocco di destra guidato da Netanyahu beneficerà maggiormente di questa fetta di elettori, poiché tradizionalmente i membri dell’esercito, i riservisti e i diplomatici tendono a sostenere le forze più conservatrici. Tuttavia, la distribuzione finale dipenderà dalla verifica di possibili irregolarità e dal rispetto delle norme elettorali, elementi che al momento restano oggetto di reclami da parte del Likud nei confronti delle liste arabe.

Reazioni dei protagonisti e scenari di governo

Il presidente Isaac Herzog ha lanciato un appello pubblico affinché tutti i partiti si impegnino a trovare una soluzione che eviti il ripetersi di una tornata elettorale. Ha indicato la possibilità di un governo di unità nazionale, ma ha sottolineato che la collaborazione dovrà avvenire con “mente aperta”. Nel frattempo, Benjamin Netanyahu ha dichiarato su X che non accetterà una coalizione che includa partiti arabi, definendola “pericolosa”.

Da parte sua, Gadi Eisenkot ha espresso l’intenzione di sfruttare il proprio peso insieme a quello delle liste arabe per eleggere un nuovo presidente della Knesset, sostituendo l’attuale detentore Amir Ohana. Altre voci, come quella di Yair Golan, leader dei Democratici, hanno avanzato la proposta di un governo che includa attivamente i partiti arabi per superare le divisioni razziali. Con la certi­fica conclusione delle votazioni ancora in attesa, i negoziati per la formazione di un esecutivo si preannunciano complessi e prolungati.