In Italia la spinta verso la sostenibilità ambientale si manifesta in settori diversi, dal turismo alla sanità, passando per il consumo quotidiano. Le amministrazioni locali, le organizzazioni di ricerca e le imprese stanno sperimentando modelli che coniugano crescita economica e rispetto del clima, ma la diffusione di dichiarazioni ingannevoli rende necessaria una vigilanza rigorosa. Questo articolo analizza tre casi concreti: la candidatura di Lamezia Terme al progetto europeo MedSusTourClima, il volume “Non è solo Greenwashing” di Giuseppe Patat e le iniziative dell’AUSL Romagna per rendere gli ospedali più resilienti e a basse emissioni.
Lamezia Terme conquista un posto nel progetto europeo MedSusTourClima
Il Comune di Lamezia Terme ha presentato la propria candidatura al bando Interreg NEXT MED, che finanzia il progetto MedSusTourClima — Mediterranean Sustainable Tourism and Climate Adaptation. Coordinato dall’Università della Basilicata, il programma coinvolge otto territori pilota in sette paesi del bacino mediterraneo e mira a creare strumenti innovativi per integrare la sostenibilità ambientale nella pianificazione territoriale e nelle strategie di adattamento climatico. L’obiettivo principale per Lamezia è definire un modello di gestione della destinazione turistica e redigere un Piano d’Azione per il Turismo Sostenibile, con il supporto dell’Assessora all’Urbanistica, Arch. Rachele Vanessa Gatto.
Il cuore tecnico dell’iniziativa è la costituzione di una Destination Management Organisation (DMO), pensata per favorire la collaborazione tra enti pubblici e operatori privati, valorizzando le risorse locali e superando la frammentazione gestionale. Il sindaco Mario Murone ha sottolineato che partecipare al bando rappresenta un “passo strategico” per inserire la città in un network internazionale, indipendentemente dal risultato finale della valutazione. Se la candidatura verrà approvata, le attività operative saranno finanziate per 24 mesi, consentendo a Lamezia di avviare un percorso di governance turistica più avanzato.
“Non è solo Greenwashing”: il nuovo manuale che smaschera le false promesse eco
Giuseppe Patat, fondatore di EthicsGO®, ha pubblicato il volume “Non è solo Greenwashing”, la più ampia indagine italiana sul fenomeno delle comunicazioni ingannevoli in ambito ambientale. Lo studio parte da dati dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy NielsenIQ, che nel 2025 ha rilevato 128 855 claim di sostenibilità in Italia, generando un fatturato di 53,5 miliardi di euro, pari al 93,3 % del totale del settore dei prodotti confezionati. Su 151 000 articoli analizzati, l’85,2 % presentava almeno un’indicazione di sostenibilità, creando un mercato di dimensioni enormi ma altamente vulnerabile al manipolazione.
Esempi di brand nella rete del greenwashing
Il libro elenca casi emblematici: l’affermazione di Apple sul “100 % cobalto riciclato” dell’iPhone, la linea Conscious Choice di H&M, il dentifricio vegano di Colgate testato su cavie, l’eco-design di Decathlon, la “bio bottle” della plastica Sant’Anna e le campagne di Volkswagen che mescolano immagini di foreste protette a dati falsificati. Patat spiega che il fenomeno si è esteso a “social washing”, “ESG washing”, “charity washing” e “pink washing”, includendo settori dalla moda alla cosmetica, dall’auto al food-beverage. Il volume propone, inoltre, un glossario della sostenibilità e il metodo EthicsGO®, certificato da Accredia secondo la ISO/IEC 17029, per verificare ogni asserzione prima che diventi un rischio legale.
AUSL Romagna guida la transizione ecologica nella sanità italiana
Le emergenze climatiche hanno messo alla prova la rete ospedaliera della Romagna. Nell’alluvione che ha colpito Lugo, un ospedale di 250 posti letto è stato evacuato perché i generatori di emergenza erano collocati nei piani sotterranei, zone rapidamente inondate. L’esperienza ha portato a una revisione totale dei progetti impiantistici: i generatori critici non saranno più installati al di sotto del livello del suolo, garantendo la continuità operativa anche in caso di blackout. Inoltre, è stata creata una banca dati dei pazienti fragili, per assicurare una priorità di ricovero in situazioni di emergenza.
Sul fronte della transizione ecologica, l’AUSL Romagna ha avviato l’acquisto di veicoli elettrici per il parco mobilità, installato impianti fotovoltaici nei poli sanitari e nominato un energy manager e un eco-manager dedicati alla gestione dei rifiuti ospedalieri. Tra le misure operative, si stanno riducendo i dispositivi monouso a favore di alternative riutilizzabili, inserendo criteri di impatto climatico nelle gare d’appalto (ad esempio, gas anestetici a minor potenziale di riscaldamento globale) e valorizzando le eccedenze alimentari delle mense in collaborazione con il gestore Hera. Queste azioni, cofinanziate da bandi nazionali ed europei, dimostrano che la sostenibilità può essere vista come un investimento ad alto rendimento, capace di generare risparmi energetici, migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre i rischi legati ai cambiamenti climatici.
Le tre realtà descritte — Lamezia Terme, il libro di Patat e l’AUSL Romagna — mostrano come l’Italia si stia muovendo verso una nuova governance in cui turismo, consumo e sanità sono soggetti a rigide valutazioni ambientali e a pratiche trasparenti. Il comune calabrese punta a diventare un modello di destinazione turistica responsabile, il volume di Patat fornisce gli strumenti per smascherare le affermazioni non verificate e le strutture sanitarie della Romagna dimostrano che investire in infrastrutture resilienti è economicamente vantaggioso. Insieme, questi esempi delineano un percorso condiviso verso una crescita più verde e più credibile per il futuro del Paese.
