Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha confermato che l’attività fisica non è solo un modo per migliorare l’aspetto estetico, ma costituisce un vero e proprio pilastro di prevenzione contro le patologie croniche. Per i professionisti che operano in ambienti ad alta pressione, come i manager, questa evidenza assume una valenza ancora più concreta: il movimento diventa uno strumento per conservare energia, autonomia e qualità della vita a lungo termine.
Il dottor Bernardino Petrucci, ortopedico e specialista in medicina dello sport, ha dedicato più di un decennio alla cura della nazionale italiana di atletica leggera e ha seguito club di calcio di rilevanza europea come Chelsea, Lazio e AS Monaco. La sua esperienza gli ha permesso di osservare da vicino come l’esercizio regolare influisca su prestazioni, recupero e benessere psicofisico, fornendo una prospettiva autorevole su come questi principi possano essere trasferiti anche al mondo del management.
Il valore preventivo dell’attività fisica secondo il prof. Bernardino Petrucci
Petrucci sottolinea che l’attività fisica è al pari di una dieta equilibrata e dei programmi di screening nella lotta contro le malattie croniche. Gli studi dimostrano che muoversi con costanza riduce il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione, ma la prevenzione va oltre la semplice diminuzione della probabilità di patologie: preserva energia, autonomia e capacità funzionale durante tutta la vita. Il medico definisce lo sport il “farmaco più efficace” perché, a differenza di una terapia farmacologica, non richiede prescrizioni, è a basso costo e i benefici si accumulano nel tempo.
Benefici sistemici e riduzione del rischio di malattie
Le ricerche evidenziano che una routine di almeno 150 minuti di attività moderata a settimana impatta positivamente su più sistemi corporei: migliora la funzione cardiaca, regola il metabolismo, rinforza muscoli e articolazioni e, soprattutto, stimola la produzione di endorfine, riducendo lo stato di stress. Per i manager, questi effetti si traducono in una maggiore resilienza allo sforzo mentale, una risposta più rapida alle situazioni di emergenza e un minor numero di assenze per malattia.
Conseguenze della vita sedentaria per i dirigenti
La sedentarietà è riconosciuta come una delle principali minacce della nostra epoca. Chi trascorre ore intere davanti a monitor, partecipa a riunioni continue e affronta frequenti trasferte può sviluppare fattori di rischio come alterazioni metaboliche, aumento di peso e disturbi muscolo-scheletrici. Inoltre, la mancanza di movimento è strettamente legata a disturbi del sonno, diminuzione della capacità di concentrazione e incremento del livello di ansia, elementi che compromettono la performance professionale.
Impatto su sonno, stress e performance cognitiva
Secondo le osservazioni di Petrucci, i benefici dell’esercizio si manifestano in tempi brevi: già dopo due-tre settimane si registra un miglioramento della qualità del sonno, una riduzione percepita dello stress e un aumento dell’energia disponibile durante la giornata lavorativa. A medio-lungo termine, si osservano cali significativi della pressione arteriosa e di marcatori infiammatori, elementi chiave per la salute cardiovascolare dei dirigenti.
Come avviare un regime efficace anche con poco tempo
Molti manager temono di non avere ore da dedicare allo sport. Petrucci sfata questo mito, spiegando che la chiave è la regolarità più che l’intensità. Un “minimo efficace” può consistere in 20-30 minuti di camminata veloce, cyclette o esercizi in palestra, svolti a giorni alterni. Anche brevi sessioni di stretching o di mobilità, se praticate con costanza, hanno dimostrato di attivare gli stessi processi metabolici benefici di allenamenti più lunghi.
Il “minimo efficace”: 20-30 minuti a giorni alterni
L’obiettivo è trasformare l’attività fisica da “compito da inserire” a “ritorno di investimento”. Quando si dedica del tempo al movimento, si guadagna energia e tempo di qualità: la mente resta più fresca, la produttività aumenta e le decisioni vengono prese con maggiore chiarezza. Petrucci invita i dirigenti a vedere l’esercizio come una risorsa che restituisce “tempo vissuto in salute”, non come un’onere da aggiungere alla agenda.
Il ruolo delle aziende nella promozione del movimento
Le imprese che mettono a disposizione dei dipendenti l’accesso a palestre, piscine o spazi verdi non offrono semplicemente un “benefit”, ma costruiscono una vera e propria strategia di prevenzione. Per i manager, la possibilità di allenarsi durante la giornata lavorativa favorisce la gestione dello stress, migliora la qualità del sonno e mantiene elevati i livelli di energia. In un contesto dove le decisioni hanno impatti economici rilevanti, investire nella salute dei propri leader si traduce in un vantaggio competitivo sostenibile.
Welfare attivo: una nuova frontiera del benessere aziendale
Inquadrando il movimento come parte integrante del welfare, le aziende contribuiscono a creare una cultura della prevenzione che agisce prima che compaiano i problemi di salute. Questo approccio riduce i costi legati alle assenze per malattia, aumenta la soddisfazione dei collaboratori e, soprattutto, genera una forza lavoro più resiliente e capace di affrontare le sfide del mercato globale.
