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Negli ultimi anni la disponibilità dei medicinali è passata da problema occasionale a difficoltà sistemica che interessa gran parte dell’Europa. Il Medicine Shortages Report 2026 del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu) descrive una situazione persistente. La carenza di farmaci colpisce pazienti, operatori sanitari e amministrazioni pubbliche, amplificando ritardi nelle terapie e difficoltà nella gestione clinica quotidiana. Medicine shortages indica la mancanza temporanea o prolungata di prodotti medicinali sul mercato, con impatti su accesso alle cure e continuità terapeutica.
Estensione e caratteristiche del fenomeno
Secondo l’analisi su 27 Paesi membri dell’UE e dell’Efta, il problema riguarda il 96% dei Paesi esaminati. In circa un terzo degli Stati le molecole introvabili superano le 600, mentre in una parte minoritaria la conta supera le 1.000 referenze. La diffusione riguarda non solo prodotti di nicchia ma anche farmaci essenziali utilizzati nella pratica clinica quotidiana, con ricadute sull’accesso alle cure e sull’organizzazione dei servizi sanitari.
Aree terapeutiche più vulnerabili
Gli esperti del settore confermano che le categorie più colpite dalla scarsità comprendono i farmaci per il sistema gastrointestinale e il metabolismo, quelli per il sistema nervoso e i medicinali per le malattie cardiovascolari e l’oncologia. Le carenze più persistenti riguardano prodotti per l’ADHD, alcuni antipsicotici, terapie oncologiche e insuline, oltre ad alcuni farmaci innovativi usati nel trattamento dell’obesità.
In diversi casi sono mancati anche principi attivi inseriti nelle liste dei medicinali essenziali a livello europeo. La situazione ha generato ripercussioni sull’accesso alle terapie e sulla programmazione clinica, con necessità di riorganizzare somministrazioni e scorte presso le strutture sanitarie.
Cause alla radice e dinamiche che incrinano la catena di fornitura
Dall’interruzione delle linee produttive alla scarsità di materie prime, i fattori che determinano le carenze sono molteplici e spesso interconnessi. L’instabilità geopolitica e i picchi imprevisti di domanda possono interrompere i flussi logistici. Problemi economici nei paesi produttori e emergenze sanitarie generano contrazioni dell’offerta. Queste variabili esauriscono scorte e limitano l’accesso ai componenti critici, con effetti a catena sulla disponibilità dei farmaci finiti e sulla programmazione delle strutture sanitarie.
Il ruolo della sostenibilità del mercato
La sostenibilità economica di alcune produzioni rappresenta un nodo centrale. Prezzi di rimborso contenuti, gare che comprimono i margini e costi industriali crescenti rendono poco remunerative alcune linee. Ciò spinge i produttori a ridurre volumi o a cessare produzioni a basso rendimento, riducendo la resilienza della supply chain. Gli esperti del settore confermano che servono politiche di incentivazione e sistemi di monitoraggio per tutelare l’approvvigionamento dei farmaci essenziali.
Impatto su pazienti e farmacie
Le carenze di medicinali determinano effetti immediati sui pazienti e sulle farmacie. I pazienti possono subire interruzioni di terapia, riduzioni di dosaggio o passaggi a alternative meno efficaci. Tutte queste soluzioni aumentano il rischio di errori terapeutici e di effetti avversi. Si registra altresì una perdita di fiducia nei confronti dei farmaci e dei sistemi sanitari, con ricadute di disagio sociale e, in taluni casi, tensioni verso il personale delle farmacie.
Farmacie come ammortizzatori
Le farmacie di comunità svolgono oggi la prima funzione di resilienza del sistema. I farmacisti investono più tempo nella ricerca di alternative terapeutiche, nel contatto con i prescrittori e nell’informazione ai pazienti. Gestiscono inoltre la complessa burocrazia legata alle carenze. Il PGEU sottolinea che questo ruolo di ammortizzatore non può sostituire interventi strutturali sulla supply chain. Gli esperti del settore confermano la necessità di politiche di incentivazione e di sistemi di monitoraggio per tutelare l’approvvigionamento dei farmaci essenziali; nel breve termine si prevede un incremento delle richieste di supporto rivolte alle farmacie sul territorio.
Governance, limiti normativi e proposte operative
Il quadro normativo mostra progressi ma rimane frammentato nel coordinamento delle risposte alle carenze. Gli Stati hanno introdotto definizioni ufficiali di carenza e sistemi di segnalazione pubblici, ma gli schemi di allerta precoce risultano eterogenei tra giurisdizioni. La segnalazione da parte dei farmacisti non è sempre integrata nei flussi digitali nazionali. Inoltre, la capacità normativa di autorizzare sostituzioni terapeutiche senza ritardi amministrativi varia ampiamente. Gli esperti del settore confermano che occorrono standard comuni e interoperabilità digitale per ridurre i tempi di risposta e migliorare l’approvvigionamento.
Le richieste del PGEU
Gli esperti del settore confermano che il PGEU propone misure concrete per invertire la tendenza delle carenze. Chiede di definire e rafforzare il quadro sui medicinali critici e di diversificare la capacità produttiva. Propone inoltre di rivedere i meccanismi di prezzo e procurement per garantire la sostenibilità del sistema. Tra le altre misure figurano l’implementazione di sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili e strumenti giuridici per i farmacisti.
Dal presidio alla prevenzione
Il PGEU sollecita protocolli armonizzati per la gestione delle sostituzioni e il riconoscimento economico del tempo che le farmacie dedicano alla gestione delle carenze. Il messaggio centrale indica che non è più sufficiente limitarsi alla gestione emergenziale: occorre adottare una strategia di prevenzione per rendere la supply chain più resiliente e proteggere l’accesso ai trattamenti essenziali. Questo approccio mira a tutelare i pazienti e a ripristinare la fiducia dei cittadini nei servizi sanitari, con sistemi informativi interoperabili e controlli anticipatori come elementi chiave per migliorare l’approvvigionamento.



