Nel continente africano più di 150 milioni di persone convivono con qualche forma di disturbo mentale. Le cause principali sono legate a conflitti armati, povertà cronica, sfollamenti forzati e violenza di genere. In molti paesi la risposta istituzionale è quasi inesistente: meno dell’1 % del bilancio sanitario pubblico è destinato alla salute psicologica, lasciando la stragrande maggioranza della popolazione senza alcun supporto professionale. Questa carenza si traduce in un tasso di operatori sanitari specializzati estremamente basso, con una media di meno di un professionista ogni 100 000 abitanti, a fronte dei 13 medici psichiatri per 100 000 cittadini registrati a livello globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala che, nelle situazioni di emergenza umanitaria, più di una persona su cinque manifesta sintomi di ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Le conseguenze vanno ben oltre il singolo individuo, minando la capacità di intere comunità di ricostruire un futuro dignitoso.
La direttrice di Amref Italia, Roberta Rughetti, ha definito la situazione un’emergenza sanitaria e sociale non più rinviabile. Secondo le sue parole, la sofferenza psicologica colpisce soprattutto donne, giovani e minori, privandoli della possibilità di ricostruire una vita stabile dopo anni di violenza e conflitti. Per questo l’organizzazione spinge affinché il sostegno psicosociale sia integrato nei servizi sanitari di base, promuovendo modelli che combinano interventi comunitari e rafforzamento delle istituzioni nazionali.
Statistiche allarmanti e carenze strutturali
In Africa, meno dell’1 % del bilancio sanitario è destinato a programmi di salute mentale un dato drasticamente inferiore rispetto ai paesi più ricchi. La maggior parte dei governi africani riesce a finanziare solo una piccola parte di strutture dedicate, lasciando più dell’85 % della popolazione senza accesso a cure psicologiche o psichiatriche. Il rapporto con il personale è ancor più preoccupante: la media continentale è inferiore a un operatore ogni 100 000 abitanti, contro i 13 professionisti per 100 000 osservati a livello globale. Queste lacune aumentano il rischio di disturbi psicologici non diagnosticati e di esiti tragici, soprattutto nelle regioni colpite da guerre prolungate.
Progetto M(H)IND in Sud Sudan: numeri e testimonianze
Il Sud Sudan, il paese più giovane al mondo, ha visto emergere un’emergenza silenziosa: il quarto tasso più alto di suicidi in Africa e un abitante su cinque a rischio di disturbi psicologici. Amref Italia, in collaborazione con AICS, la Stavros Niarchos Foundation, Caritas e BBC Media Action, ha avviato il progetto M(H)IND in otto contee del paese. Quasi 350 operatori e volontari hanno effettuato attività di screening per più di 86 000 persone, indirizzandone circa 28 000 verso interventi di supporto psicologico comunitario e oltre 17 000 verso cure cliniche. Sono stati aperti otto ambulatori di salute mentale nei centri sanitari locali, che in un anno hanno gestito più di 1 300 nuovi pazienti, garantendo visite, terapie e farmaci essenziali.
Testimonianze dal territorio
Helda, 58 anni, di Mundri, racconta come le sessioni del programma Self Help Plus le abbiano permesso di superare gli incubi legati alla perdita del figlio: “Il dolore è ancora lì, ma non mi colpisce più come prima”. Richard, 44 anni, capo comunità a Kotobi, ha evitato la rottura familiare dopo la perdita di bestiame durante il conflitto grazie al supporto psicologico ricevuto: “Adesso, quando noto segni di stress, consiglio a chiunque di partecipare alle sessioni, proprio come ho fatto io”.
Iniziativa V.E.R.S.O. in Etiopia e il nuovo Piano Strategico Nazionale
In Etiopia, la violenza di genere si intreccia con anni di conflitti armati e sfollamenti, generando traumi profondi che si manifestano sotto forma di ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico. Per rispondere a questa doppia emergenza, Amref ha lanciato il progetto V.E.R.S.O. in consorzio con Oxfam Italia e finanziato da AICS. Le attività comprendono formazione di operatori, sensibilizzazione nelle scuole e assistenza clinica per le vittime di abusi sessuali, con l’obiettivo di ridurre lo stigma e migliorare l’accesso alle cure.
Parallelamente, l’assistenza tecnica di Amref al Ministero della Salute etiopico ha favorito l’approvazione del primo Piano Strategico Nazionale per la Salute Mentale e il Supporto Psicosociale 2025–2029. Il programma prevede l’impiego di oltre 53 milioni di dollari per estendere i servizi di salute mentale all’80 % dei centri di cure primarie, a tutti gli ospedali e alle carceri del Paese, rappresentando anche il primo passo verso una legislazione nazionale dedicata alla salute psicologica.


