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1 Novembre 2026

Scuola 2027: tagli a 5mila cattedre, bonus 1.500 euro per paritarie

Tagli drastici agli organici scolastici ma il bonus per le paritarie resta invariato nella manovra 2027.

Scuola 2027: tagli a 5mila cattedre, bonus 1.500 euro per paritarie

La legge di bilancio 2027 è stata resa nota e porta con sé una serie di provvedimenti che colpiscono il sistema scolastico nazionale. Tra le misure più discusse, il decreto prevede la soppressione di 4.925 cattedre in regime di autonomia e la cancellazione di 2.049 posti del personale ATA, per un totale di quasi 7.000 unità. L’obiettivo dichiarato è una riduzione della spesa pubblica pari a circa 252 milioni di euro annui a partire dal 2028.

Tagli all’organico: -4.925 cattedre e -2.049 posti ATA

Il provvedimento, inserito nel capitolo dedicato alle assunzioni del pubblico impiego, segna una netta contrazione dei posti docenti nella scuola di tipo autonomo, introdotta con la riforma della “Buona Scuola”. Parallelamente, anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario subisce un ridimensionamento significativo, con 2.049 eliminazioni. Il risparmio complessivo, stimato in 252 milioni di euro, dovrebbe contribuire a riequilibrare i conti dello Stato, ma suscita forte opposizione da parte di sindacati e movimenti studenteschi.

Risparmio previsto e riduzione del turnover

Oltre al taglio dei posti, la manovra prevede una riduzione transitoria del turnover del personale pubblico al 75% per il prossimo anno scolastico, con l’intenzione di ripristinarlo al 100% nel 2028. La stessa misura sarà applicata anche alle università, segnalando una politica di contenimento della spesa più ampia rispetto al solo comparto scolastico.

Mantenuto il bonus 1.500 euro per le scuole paritarie

Nonostante le restrizioni, la legge conferma il bonus scuola da 1.500 euro destinato alle famiglie con Isee inferiore a 30.000 euro che scelgono di iscrivere i figli alle scuole paritarie. Lo stanziamento previsto è di 20 milioni di euro, pari a quello dell’anno precedente, e potrà essere cumulato con eventuali contributi regionali fino a un tetto di 5.000 euro. Il beneficio, introdotto nella Legge di Bilancio 2026, rappresenta un sostegno importante per le istituzioni private non statali, che hanno registrato un calo di iscrizioni negli ultimi anni.

Reazioni di partiti e sindacati

Il provvedimento ha scatenato una forte critica da parte del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di altre forze di opposizione, che hanno definito i tagli una “vergogna assoluta” e un “colpo ai giovani”. La CISL e la CGIL hanno chiesto un immediato confronto con il governo, sostenendo che “investimenti e personale sono indispensabili per contrastare le povertà educative”. Dal canto suo, il vicepremier Matteo Salvini ha difeso le scelte, descrivendole come “miracoli” accomunati alla recente gestione del Ministero dell’Istruzione, ma ha lasciato aperta la porta a possibili emendamenti parlamentari.

L’intera manovra è stata oggetto di discussioni accese anche sul tema delle pensioni, con tagli all’adeguamento inflazionistico che genererebbero risparmi di 14,2 miliardi di euro in dieci anni. Tuttavia, per il settore scolastico, la questione centrale resta la conciliazione tra necessità di contenimento della spesa e garanzia di un’offerta formativa adeguata per le nuove generazioni.