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Indennità per infortunio: la domanda di Jessica Moretti dopo il rogo

Jessica Moretti, indagata per il rogo del Constellation, richiede un’indennità per danni alla salute, mentre affronta restrizioni e timori per le festività.

Il Constellation discobar situato a Crans-Montana, è stato teatro di una tragedia avvenuta la notte di Capodanno: 41 persone hanno perso la vita e oltre cento sono rimaste ferite. La proprietaria, Jessica Moretti insieme al marito Jacques, è al centro di un’inchiesta penale per incendio colposo, lesioni aggravate e omicidio colposo. In un contesto di forte attenzione mediatica, la donna ha avviato una pratica per ottenere un’indennità giornaliera, ai sensi della normativa svizzera sugli infortuni sul lavoro, sostenendo che il rogo le ha provocato una perdita di guadagno causata dai danni alla salute.

La domanda di risarcimento è stata inoltrata all’assicurazione Zurich, la quale ha richiesto al tribunale del Cantone del Vallese il nulla osta per il pagamento. Nella documentazione allegata alla pratica è presente una lettera in cui Zurich conferma di aver ricevuto l’autorizzazione da parte della procura, aprendo la strada all’erogazione dell’indennità. Questo sviluppo rappresenta un elemento inedito nella vicenda, poiché la stessa Moretti passa dal ruolo di principale imputata a quello di potenziale beneficiaria di un sostegno economico.

Richiesta di indennità per perdita di guadagno e danni alla salute

Secondo la legge svizzera, il beneficio giornaliero per infortunio è destinato a chi subisce un danno che incide sulla capacità di lavorare e sul reddito. Jessica Moretti ha dichiarato che le ferite riportate durante l’incendio le impediscono di gestire normalmente l’attività commerciale, riducendo drasticamente le entrate familiari. La compagnia Zurich ha valutato la documentazione medica fornita, confermando la plausibilità della perdita di guadagno. La decisione finale, tuttavia, resta soggetta al giudizio del tribunale, che dovrà verificare la congruenza tra i danni fisici e la reale impossibilità di svolgere le proprie funzioni professionali.

Restrizioni giudiziarie e timori personali di Jessica Moretti

Controlli della polizia cantonale

Nel corso dell’indagine, la polizia cantonale ha imposto a Jessica Moretti una misura cautelare di obbligo di firma e il divieto di espatrio, obbligandola a risiedere nella sua abitazione di Lens. Gli agenti effettuano controlli regolari tramite videochiamate su WhatsApp, chiedendo conferma della presenza dell’indagata e, in più occasioni, la sua posizione in tempo reale. Le autorità hanno anche registrato le comunicazioni relative ai suoi spostamenti per gli appuntamenti legali, al fine di evitare attivazioni di pattuglie non necessarie.

Paura di ritorsioni e pressione mediatica

Nel rapporto della polizia, la Moretti ha espresso timori in vista delle festività natalizie e dell’anniversario del rogo. Temendo una nuova ondata di copertura mediatica e possibili azioni isolate da parte dei parenti delle vittime, la donna ha segnalato insulti ricevuti sui social network e la presenza di giornalisti nei pressi della scuola frequentata dai suoi figli. Le autorità hanno annotato queste segnalazioni e le hanno inserite nei propri archivi, ma finora non è stata presentata una denuncia formale da parte sua.

Stato dell’inchiesta sul rogo del Constellation

Le indagini penali includono oltre quaranta persone coinvolte, con accuse che spaziano dal incendio colposo all’omicidio per negligenza. Il marito di Jessica, Jacques Moretti, è stato posto in carcere dall’11 agosto con l’accusa di violenza domestica e resterà in detenzione almeno fino all’11 novembre, con la cauzione di circa 214 mila euro ancora trattenuta. Nel contesto della procedura, è previsto un interrogatorio congiunto dei coniugi il 2 novembre. Parallelamente, la Procura di Roma ha attivato una rogatoria internazionale, sebbene finora i documenti trasmessi non includano i verbali degli interrogatori dei Moretti.

Con l’avvicinarsi del primo di gennaio, le autorità comunali hanno deciso di coprire i resti del Constellation con una palizzata di legno, giustificandola per motivi igienico-sanitari e per consentire un raccoglimento dignitoso dei resti. Tra gli oggetti recuperati dalla cenere, spiccano piccoli oggetti personali – rossetti, portafortuna, un rinoceronte in plastica – testimonianze tangibili della tragedia. In questo contesto di tensione e di continua attenzione mediatica, la richiesta di indennità di Jessica Moretti aggiunge una nuova dimensione al caso, sollevando interrogativi sul modo in cui la legge gestisce le vittime e i presunti responsabili nello stesso episodio.

Scritto da Roberto Capelli

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