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Mani e polsi doloranti: come riconoscere e prevenire le patologie al PC

Il tuo computer può far soffrire mani e polsi: ecco come riconoscere i primi segnali e prevenirli.

Lavorare ore intere davanti a una tastiera e tenere il mouse sotto le dita è un’abitudine ormai radicata, ma il corpo non è sempre d’accordo. Dolore alle mani e formicolio possono comparire silenziosamente, trasformando un’attività quotidiana in una fonte di disagio.

Il Professor Giorgio Pajardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa Universitaria di Chirurgia e Riabilitazione della Mano del Gruppo MultiMedica e Ordinario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l’Università degli Studi di Milano, ricorda: «No, non è colpa della tecnologia, ma dell’abuso che ne facciamo». Il problema nasce da una combinazione di fattori che vanno oltre lo schermo.

Cause meccaniche del dolore alle mani legate all’uso prolungato del computer

Le principali responsabili sono predisposizione individualesovraccaricomovimenti ripetitivi e postura scorretta. Quando un gesto viene eseguito ininterrottamente senza preparazione, si crea un eccessivo stress muscolare e tendineo. Pajari spiega: «Lo svolgimento ripetuto di un gesto senza interruzione e senza preparazione è sicuramente un evento che esaspera un sovraccarico». La somma di una postura errata e di un carico ergonomico non adeguato può far emergere problemi già latenti.

Patologie più frequenti legate all’attività informatica

Sindrome del tunnel carpale

Il disturbo più noto è la sindrome del tunnel carpale che coinvolge il nervo mediano nel suo passaggio attraverso il polso. Come ricorda il Prof. Pajardi, «Sul polso passa il famoso nervo mediano, la cui irritazione innesca la sindrome del canale carpale». Una posizione di flessione marcata, mantenuta a lungo, aumenta la pressione sul nervo, provocando formicolio, intorpidimento e dolore che peggiorano durante le attività manuali.

Dito a scatto (trigger finger)

Il dito a scatto interessa i tendini della flessione delle dita. È favorito da movimenti ripetitivi e carichi improvvisi soprattutto se eseguiti con tecnica scorretta. Il sintomo tipico è il blocco o lo scatto doloroso durante la flessione del dito, spesso accompagnato da rigidità. Il trattamento iniziale è conservativo e prevede l’intervento di un terapista della mano specializzato.

Rizoartrosi

La rizoartrosi è l’artrosi dell’articolazione alla base del pollice. Il Prof. Pajardi sottolinea: «La rizoartrosi è la patologia degenerativa più diffusa al mondo». L’uso intensivo del pollice per digitare, scorrere su smartphone o aprire contenitori può accelerare l’usura. Anche i quarantenni possono sviluppare questa condizione, soprattutto se praticano sport che sollecitano il pollice.

Strategie di prevenzione ed ergonomia consigliate dal Prof. Giorgio Pajardi

La chiave per evitare il passare dal fastidio al dolore cronico è una corretta ergonomia e l’interruzione regolare dell’attività. Cambiare posizione frequentemente, alzarsi ogni 30-45 minuti e fare esercizi di stretching riducono il carico sul polso. L’altezza della sedia e della scrivania è cruciale: una seduta troppo bassa costringe il polso a piegarsi sulla tastiera.

Un supporto per il polso che mantenga la mano in linea orizzontale rispetto alla tastiera può prevenire la flessione eccessiva. Lo stesso principio vale per il mouse: la mano non deve rimanere piegata per lunghi periodi. Anche la scelta della penna è importante; una penna con impugnatura più ampia, inchiostro gel e punta scorrevole riduce lo sforzo sul tendine trapezio-metacarpale rispetto a una biro tradizionale.

Se i sintomi – formicolio, dolore persistente o difficoltà di movimento – diventano frequenti, è consigliabile una visita specialistica. Per la sindrome del tunnel carpale, l’elettromiografia e l’ecografia, utilizzate congiuntamente, forniscono un orientamento diagnostico preciso. In caso di necessità chirurgica, la procedura preferita è la decompressione endoscopica, un approccio mini-invasivo che riduce i tempi di recupero.

Infine, la consapevolezza è il primo passo: riconoscere un formicolio occasionale che scompare cambiando postura, ma prestare attenzione quando diventa costante, è fondamentale per intervenire prima che la condizione peggiori.

Scritto da Camilla Pellegrini

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