Il 31 ottobre l’Holiday Inn di Napoli è stato teatro del convegno “Best practice in nutrizione di precisione”, organizzato dall’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise (OBCM) in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Regione Campania. Dinanzi a una platea di medici, nutrizionisti, psicologi e responsabili sanitari è stato ribadito che la nutrizione non è più un optional, ma un elemento centrale della cura, dal contesto scolastico a quello oncologico.
Cibi ultraprocessati e l’aumento dei disturbi alimentari
Il vicepresidente dell’OBCM, Pierluigi Pecoraro, ha lanciato un forte avvertimento: i prodotti industriali e ultraprocessati favoriscono dipendenze, soprattutto tra bambini e adolescenti. L’allarme è confermato da dati della Regione Campania: 600 nuovi casi di disturbi alimentari vengono diagnosticati ogni anno. Lo stesso Pecoraro, che dirige l’UOC Igiene degli Alimenti, ha evidenziato un legame bidirezionale tra obesità e disturbi del comportamento alimentare, sostenendo che chi è obeso ha più probabilità di sviluppare un disturbo alimentare e viceversa.
Obesità e comportamenti alimentari: una relazione complessa
Secondo Armando Cozzuto, presidente dell’Ordine degli Psicologi, la legge regionale 10 dicembre 2024, n. 21, vuole creare una rete territoriale capace di intervenire presto, includendo percorsi Lilla nei pronto soccorso e programmi di screening nelle scuole e nei centri sportivi. La constatazione è dura: «alcuni disturbi della nutrizione possono portare al decesso», ha precisato, sottolineando l’urgenza di interventi tempestivi e multidisciplinari.
Medicina di precisione al centro della nutrizione
Arnolfo Petruzziello, presidente dell’OBCM, ha definito la nutrizione di precisione come una scelta alimentare personalizzata che elimina gli alimenti capaci di creare dipendenza. Il modello prevede il lavoro congiunto di biologi nutrizionisti, psicologi e medici, con la dieta mediterranea proposta come risposta principale contro i cibi industriali. Luca Parrillo, ricercatore del CNR, ha illustrato come la variabilità del tessuto adiposo – vero organo endocrino che rilascia leptina e adiponectina – spieghi perché due persone con la stessa dieta possono avere esiti molto diversi.
Onco-nutrizione: evitare la malnutrizione nei pazienti oncologici
Martina Chiurazzi, professoressa di Fisiologia, ha ricordato che tra il 10 e il 20 % dei decessi oncologici è dovuto a malnutrizione più che al tumore stesso. Le linee guida ESPEN, integrate nella legge regionale 29 ottobre 2025, n. 29, prevedono controlli regolari di peso, indice di massa corporea e un apporto proteico adeguato, privilegiando la dieta mediterranea e, se necessario, la nutrizione artificiale. Tra i falsi miti smontati, il consumo moderato di latte non aumenta il rischio di tumori, mentre il consumo di salumi è associato a un incremento del 16 % del cancro al colon-retto.
Le iniziative regionali: scuole, tavoli di lavoro e finanziamenti
Loredana Raia, presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale, ha annunciato la riapertura del tavolo regionale sui disturbi della nutrizione per uniformare l’offerta su tutto il territorio campano. Ha inoltre sottolineato la necessità di rivedere il piano di fabbisogno per i biologi nutrizionisti, attualmente poco più del 7 % rispetto ai medici, e di destinare nuovi fondi nella bozza di bilancio 2027.
Mense scolastiche e diete speciali: una prima linea di difesa
Nel contesto delle scuole, la normativa regionale spinge all’inserimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nei capitolati di gara, favorendo prodotti biologici e a chilometro zero. La UOC Igiene degli Alimenti dell’ASL Napoli 3 Sud gestisce circa 175 000 pasti giornalieri nelle scuole e oltre 11,5 milioni in strutture ospedaliere, con porzioni calibrate secondo le linee guida nazionali e i LARN. Le diete speciali – per celiachia, allergie, malattie metaboliche o ragioni etico-religiose – sono elaborate dal SIAN dopo verifica da parte di pediatri o specialisti, garantendo che ogni bambino possa mangiare con gli altri in sicurezza.
Fuori dall’ambito alimentare, Fabio Iavarone ha ricordato l’importanza della mobilità attiva: città con più piste ciclabili e più verde favoriscono stili di vita più sani, con benefici diretti sulla prevenzione dell’obesità infantile.
Il convegno si è concluso con un appello pratico del Dr. Pecoraro: «offrire al bambino lo stesso alimento almeno dodici volte, preparandolo in modi diversi, per evitare che spezie o condimenti alterino il gusto autentico». L’evento ha dimostrato che la nutrizione di precisione può diventare una leva di salute pubblica, ma solo se supportata da una rete di professionisti, leggi coerenti e risorse adeguate.
