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24 Ottobre 2026

Registro pubblico per medici estetici: la proposta in aula

Una nuova iniziativa parlamentare mira a creare un registro dei medici estetici con requisiti formativi certificati e una rete di controlli per garantire la sicurezza dei pazienti.

Registro pubblico per medici estetici: la proposta in aula

Negli ultimi mesi la medicina estetica è tornata al centro del dibattito istituzionale. Una proposta, sostenuta da più associazioni scientifiche, è stata inserita nell’ordine del giorno della Camera dei deputati per affrontare la crescente diffusione di interventi estetici eseguiti da professionisti la cui formazione non è sempre verificabile.

Il provvedimento, presentato dai deputati Annarita Patriarca e Luciano Ciocchetti, si colloca nell’ambito del disegno di legge sulla riorganizzazione delle professioni sanitarie, con l’obiettivo di istituire criteri nazionali per la formazione dei medici e di creare un registro pubblico dei professionisti qualificati.

Proposta di legge per un registro nazionale dei medici estetici

Il cuore della iniziativa prevede la creazione di due livelli di registrazione: a livello provinciale, presso gli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, e a livello nazionale, tramite un elenco consultabile sul sito della FNOMCeO. L’iscrizione sarebbe subordinata alla verifica dei requisiti da parte di una commissione appositamente istituita, garantendo così che solo chi possiede titoli riconosciuti e un’esperienza documentata possa comparire nella lista.

Funzionamento a due livelli: provinciale e nazionale

Il modello proposto prevede che ogni ordine provinciale effettui una prima selezione, controllando lauree, master, diplomi e eventuali percorsi di specializzazione. Successivamente, le informazioni verificate verrebbero trasmesse a un registro nazionale, accessibile a tutti i cittadini tramite la piattaforma digitale della FNOMCeO. In questo modo, chiunque desideri sottoporsi a trattamenti di medicina estetica potrà consultare, in modo rapido e trasparente, le qualifiche del medico prescelto.

Controlli e necessità di una formazione riconosciuta

Il tema assume urgenza anche alla luce dei dati dei Carabinieri del NAS: nei primi sei mesi del 2026 sono state effettuate 777 verifiche in centri e ambulatori estetici. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha definito l’abusivismo un «fenomeno serio» e ha sottolineato che i controlli da soli non bastano a contenere il problema. Per questo è fondamentale associare gli ispettori a strumenti informativi che permettano ai pazienti di scegliere consapevolmente.

Requisiti formativi previsti dalla proposta

Il disegno di legge indica diversi percorsi che consentirebbero l’iscrizione al registro: un master universitario di secondo livello in medicina estetica della durata biennale, un diploma quadriennale rilasciato da una scuola post-universitaria accreditata da una società scientifica, o una specializzazione medico-chirurgica che includa un insegnamento specifico in estetica. Per i professionisti già operanti, è prevista la possibilità di far riconoscere un’esperienza documentata di almeno sette anni, a patto che partecipino a un corso di aggiornamento.

Reazioni di istituzioni e rappresentanti della categoria

Il presidente della FIME, Nicola Zerbinati, ha ribadito che la sicurezza dei pazienti deve essere il punto di partenza. Secondo lui, in un settore in espansione è indispensabile poter verificare formazione ed esperienza, evitando che la sola visibilità sui social media diventi criterio di scelta. Anche il vicepresidente Raffaele Rauso ha sottolineato che la medicina estetica non è un servizio privo di rischi: richiede diagnosi, anamnesi, consenso informato e capacità di gestire le complicanze. L’auspicio condiviso è che le disposizioni normative si traducano rapidamente in regole operative, tutelando sia i pazienti sia i professionisti qualificati.