(Adnkronos) – "Il Rapporto Sanità realizzato dal Crea e presentato oggi al Cnel offre una fotografia particolareggiata del nostro Servizio sanitario, in una fase di indubbia criticità strutturale, a fronte di cambiamenti demografici che impattano pesantemente dal punto di vista dell’equità, dell’efficienza e della sostenibilità del sistema. Il dibattito sulla sanità è spesso viziato dalle contrapposizioni politiche sulla spesa dedicata al Ssn, rischiando di tralasciare un fenomeno sempre più decisivo: la longevità. Cresce la speranza di vita e cresce la domanda di servizi alla persona. Di conseguenza, l’equilibrio che ha permesso il miracolo del welfare per un intero secolo, il Novecento, si sta spezzando". È quanto ha dichiarato il presidente del Cnel, Renato Brunetta, aprendo i lavori del convegno. “Il sistema basato sull’accumulo attraverso la contribuzione degli occupati e l’erogazione dei servizi di welfare non regge più. Soluzioni immediate non ce ne sono, se non puntando – ha aggiunto Brunetta – sui grandi bacini di occupazione che nel nostro Paese non sono ancora utilizzati. Penso innanzitutto ai giovani e alle donne, in gran parte nelle regioni meridionali. Bacini di occupazione inutilizzati che fino a ieri venivano visti come problemi, mentre potrebbero diventare delle eccezionali opportunità. Se riuscissimo a portare sul mercato del lavoro tutte le donne e tutti i giovani che ne sono oggi esclusi avremmo due leve decisive per risolvere gli squilibri. Avremmo più forza lavoro e più contributi. E potremmo raggiungere – ha proseguito Brunetta – con circa 4 milioni di occupati in più rispetto ai 24 milioni attuali, i tassi di occupazione dei Paesi più avanzati del Nord Europa. Così potremmo risolvere i problemi della longevità, i problemi pensionistici, i problemi del welfare sanitario. Ci sarebbe più giustizia sociale, più inclusione, più produttività. E avremmo un Paese più democratico, più libero, più inclusivo, anche dal punto di vista della parità di genere". "Per questo il Cnel propone uno sforzo collettivo volto ad avviare una nuova fase costituente, che sia l’esito dell’incontro tra corpi intermedi e governo, come più volte è accaduto nella nostra storia passata. Uno spirito costituente come avvenne nel luglio 1943 a Camaldoli, in piena Seconda Guerra Mondiale, quando un gruppo di intellettuali di matrice cattolica diede vita a quella che sarà la Costituzione sociale della Repubblica italiana. Il Codice di Camaldoli divenne in Assemblea costituente il catalizzatore di un sentire comune. Fu un vero miracolo, con il consenso unanime di tutte le famiglie politiche: liberali, cattoliche, socialiste, socialdemocratiche, comuniste. Ora come allora – ha concluso il presidente del Cnel – serve uno spirito costituente, per rispondere alle sfide delle grandi transizioni. Uno spirito costituente per il nostro Paese e per l’Europa".
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