Nel 1981 il medico tedesco Dr. Ryke Geerd Hamer radiato dall’ordine professionale, formulò una dottrina che si opponeva nettamente alle cure oncologiche tradizionali. Dopo la perdita del figlio e la comparsa di un tumore ai testicoli, Hamer attribuì ogni forma di neoplasia a un trauma psichico o a un conflitto emotivo mai risolto, dando così vita alla cosiddetta Nuova Medicina Germanica.
Le cinque leggi biologiche alla base della teoria di Hamer
La sua proposta si struttura attorno a quello che lui definì le cinque leggi biologiche. La prima afferma che tutte le patologie nascono da conflitti interiori. La seconda sostiene che, una volta risolto il conflitto, la malattia attraversa una fase attiva seguita da una di guarigione caratterizzata da infiammazione e riparazione. La terza legge collega la risposta dei tessuti al tipo di foglietto embrionale di appartenenza (ectoderma, mesoderma, endoderma). La quarta legge attribuisce un ruolo positivo ai microbi – funghi, virus e batteri – considerati, a detta di Hamer, facilitatori della guarigione. Infine, la quinta legge descrive la patologia come un “programma speciale sensato” un meccanismo arcaico di sopravvivenza evolutiva.
Applicazione pratica delle “cinque leggi” nella terapia di Hamer
In assenza di studi clinici verificabili, Hamer non ha mai prodotto la documentazione necessaria a confermare scientificamente le proprie affermazioni. Tuttavia, i sostenitori della Nuova Medicina Germanica hanno promosso protocolli basati esclusivamente su queste leggi, ignorando le evidenze della medicina convenzionale. La seconda legge, ad esempio, viene citata per spiegare la comparsa di febbri o gonfiori dopo la “risoluzione” del conflitto, presentandoli come segnali di guarigione anziché come possibili complicanze.
Casi di morte in Italia legati all’applicazione della terapia
Le conseguenze concrete di questa teoria si sono tradotte in tragedie. In Italia almeno sei persone sono decedute dopo aver abbandonato le cure tradizionali per affidarsi alla Nuova Medicina Germanica. Tra le vittime vi sono Anna Maria Tosin, Cristian Trevisan, Marina Lavenia, Eleonora Bottaro, Alessandra Tosi e Rita Benini. Gli esiti sono stati particolarmente gravi nei casi di tumori avanzati, dove il rifiuto della chemioterapia o della radioterapia ha favorito la progressione della malattia.
Perché alcuni pazienti scelgono questa terapia alternativa
Le motivazioni che spingono le persone verso la Nuova Medicina Germanica si raggruppano in tre macro-categorie: una profonda sfiducia nei confronti delle terapie tradizionali, una scarsa informazione sulla reale efficacia delle cure oncologiche convenzionali e una vulnerabilità emotiva acuita dalla diagnosi di cancro. Offrire informazioni chiare e accessibili, soprattutto a chi si trova in una situazione di estrema fragilità, rappresenta la strategia più efficace per contrastare l’adozione di queste pseudoterapie pericolose.


