Argomenti trattati
Negli ultimi giorni il panorama dell’assistenza pediatrica in Italia ha visto due decisioni importanti che guardano nella stessa direzione: migliorare la sicurezza dei bambini e riorganizzare percorsi complessi. Da un lato, è stato firmato un accordo tra l’ospedale Bambino Gesù e l’Arnas Brotzu per l’apertura a Cagliari di una terapia intensiva pediatrica, una risposta alla necessità di cure specialistiche sull’isola. Dall’altro, la Regione Campania ha avviato una ispezione straordinaria sull’AORN dei Colli e sospeso temporaneamente i trapianti pediatrici dopo la tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, emersa come campanello d’allarme su pratiche e protocolli.
Gli sviluppi mostrano due approcci complementari: investire nella creazione di strutture e competenze dove non esistono, e contestualmente rafforzare controlli e procedure in centri che hanno registrato criticità. L’intesa firmata a Roma include fasi formative e la presenza operativa del Bambino Gesù a Cagliari, mentre in Campania il presidente Roberto Fico ha disposto verifiche e trasferimenti organizzativi, compresa la ricollocazione del Centro Regionale Trapianti (CRT) presso gli uffici regionali per un coordinamento più stretto.
Accordo per la terapia intensiva pediatrica in Sardegna
La convenzione tra Bambino Gesù e Arnas Brotzu è stata sottoscritta alla presenza di dirigenti e primari come Maurizio Marcias, Giorgio Carboni, Alberto Lai, Tiziano Onesti e Massimiliano Raponi. L’obiettivo dichiarato è realizzare a Cagliari la prima unità di terapia intensiva pediatrica nella storia della Sardegna, prevista entro la fine dell’anno. Questa struttura vuole ridurre la necessità di trasferimenti verso il continente, viaggi spesso rischiosi per i bambini in condizioni critiche, e consolidare competenze locali.
Formazione e assistenza diretta
Come parte dell’accordo, a partire dal mese di aprile il personale medico e infermieristico del Brotzu svolgerà periodi di addestramento presso il Bambino Gesù: una combinazione di formazione pratica e affiancamento clinico. Il Bambino Gesù, centro pediatrico e di ricerca tra i più importanti in Europa, si è impegnato non solo alla formazione preliminare ma anche a inviare un proprio team a Cagliari quando l’unità verrà aperta, garantendo assistenza diretta fino all’autonomia operativa della nuova struttura.
Ispezione e sospensione dei trapianti pediatrici al Monaldi
In Campania la risposta istituzionale è stata improntata al controllo e alla verifica: l’istruttoria avviata dalla Direzione generale per la Tutela della salute ha rilevato un quadro di criticità «più grave di quanto inizialmente emerso», con elementi quali protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato uso di dispositivi disponibili, formazione del personale inadeguata e un clima relazionale interno deteriorato, fattori che hanno preceduto l’evento del 23 dicembre 2026. Il presidente Roberto Fico ha disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale per condurre un’ispezione straordinaria sull’AORN dei Colli.
Decisioni organizzative e criteri per la ripresa
Fra le misure disposte c’è il trasferimento del CRT negli uffici regionali per migliorare il monitoraggio, e la richiesta che il programma di trapianto cardiaco pediatrico non riprenda fino al ripristino completo delle condizioni di sicurezza. La ripresa sarà subordinata all’attuazione di interventi strutturali: attivazione di un’area di degenza e di un blocco operatorio dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, reclutamento di cardiochirurghi con esperienza documentata, aggiornamento e formalizzazione dei protocolli di trasporto e conservazione degli organi, potenziamento della formazione e integrazione operativa tra le unità coinvolte. Tutto sarà verificato dalla struttura ispettiva regionale prima di qualsiasi autorizzazione alla ripresa.
Impatto sui pazienti e prossimi passi per le regioni
La sospensione ha avuto anche ricadute operative: con provvedimento prot. n. 3867 del 5 febbraio l’attività di trapianto pediatrico è stata bloccata e il ricorso a convenzioni con strutture esterne, come il Bambino Gesù, è stato necessario per garantire la continuità assistenziale dei bambini in lista d’attesa. L’analisi dei volumi operativi (2017-2026) ha mostrato che pochi interventi non possono garantire l’esperienza clinica richiesta per procedure così complesse, spingendo l’azienda a bandi di reclutamento e a revisione organizzativa. Nel frattempo la Regione ha annunciato verifiche sulla rete trapianti nell’ambito del Piano annuale dell’attività ispettiva 2026.
In sintesi, nelle ultime settimane il sistema sanitario ha oscillato tra l’investimento mirato in nuove strutture e l’aumento dei controlli sulle pratiche esistenti. L’apertura di una terapia intensiva pediatrica in Sardegna rappresenta un passo avanti per l’autonomia territoriale delle cure, mentre l’ispezione al Monaldi e la sospensione dei trapianti sottolineano la necessità di mantenere standard elevati di protocolli, formazione e governance. Per le famiglie coinvolte, la priorità resta la sicurezza dei bambini: le istituzioni hanno annunciato impegni concreti, ora toccherà alle verifiche e all’attuazione trasformare le promesse in risultati tangibili.



