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23 Ottobre 2026

Alimentazione mediterranea e km 0: il progetto F Menù per le donne

Le protagoniste svelano come il cibo locale e la dieta mediterranea possano trasformare la salute delle donne.

Alimentazione mediterranea e km 0: il progetto F Menù per le donne

Il seminario “Donne che coltivano salute: la terra a km 0”, organizzato dal Soroptimist International Club Latina, ha riunito ricercatori, istituzioni ed imprenditrici presso la Sala Conferenze del Cersites, nel Polo Pontino della Sapienza di Roma. L’evento, inserito nel contesto del “mese della prevenzione rosa”, ha posto al centro la necessità di coniugare prevenzione sanitaria e valorizzazione delle produzioni agricole del territorio, con un focus particolare sulla figura femminile.

Un tavolo di esperti per la salute femminile a Latina

Alla discussione hanno partecipato il Prorettore del Polo di Latina Giuseppe Bonifazi, la Sindaca Matilde Celentano, il Presidente di Coldiretti Latina Daniele Pili, l’Assessore regionale Elena Palazzo e il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella. I rappresentanti istituzionali hanno ribadito che ricerca scientifica, educazione alimentare e tutela del territorio sono pilastri interconnessi per una popolazione più sana. La moderazione è stata curata dalla giornalista Adele Di Benedetto, che ha guidato il dibattito verso il ruolo propulsivo delle donne nelle scelte quotidiane di nutrizione.

Il progetto F Menù di Stefania Ruggeri

Stefania Ruggeri, direttrice del CREA Alimenti e Nutrizione, ha presentato i risultati di una recente indagine che evidenzia la scarsa aderenza delle giovani donne al modello mediterraneo. Per colmare il divario, ha illustrato il progetto F Menù, una serie di piani alimentari bilanciati, pensati appositamente per le esigenze femminili. I menù includono porzioni adeguate di cereali integrali, legumi, olio extravergine d’oliva e frutta di stagione, garantendo un apporto ottimale di nutrienti essenziali senza rinunciare al gusto. Ruggeri ha sottolineato come la comunicazione efficace sia fondamentale per rendere questi strumenti fruibili nella vita di tutti i giorni.

Filiera corta e prodotti dell’Agro Pontino: il valore del pomodoro Torpedino

Il direttore della Fondazione Aletheia, Riccardo Fargione, ha messo in guardia contro i rischi dei cibi altamente processati, ricordando che la filiera corta riduce l’esposizione a conservanti e additivi. Tra le eccellenze locali, la professoressa Anna Maria Giusti della Sapienza ha citato il pomodoro Torpedino, tipico dell’Agro Pontino, come esempio di composto bioattivo capace di sostenere la salute cardiovascolare. La coltivazione a km 0 non solo diminuisce l’impronta ecologica, ma favorisce anche un legame più diretto tra consumatore e produttore, migliorando la trasparenza sulla qualità del cibo.

Le donne al centro dell’impresa agricola e della prevenzione

Caterina Ricci, presidente di Donne Coldiretti Lazio, ha raccontato il percorso di diverse agricoltrici che hanno avviato attività nell’Agro Pontino, dimostrando come la leadership femminile possa stimolare innovazione e tutela del territorio. Le testimonianze hanno evidenziato che le donne, grazie alla loro capacità di gestire reti familiari e sociali, sono in grado di diffondere pratiche alimentari più sane nei nuclei domestici. L’iniziativa del Soroptimist Club Latina intende, quindi, consolidare questo impulso, creando percorsi formativi e opportunità di mercato per le piccole realtà agricole gestite da donne.

L’incontro ha tracciato una road-map condivisa: promuovere la dieta mediterranea, incentivare la filiera corta, e rafforzare il ruolo delle donne come ambasciatrici di uno stile di vita salutare. La collaborazione tra enti pubblici, centri di ricerca e soggetti privati apre la porta a future iniziative educative, workshop pratici e campagne di sensibilizzazione che potranno trasformare le abitudini alimentari a livello locale e, auspicabilmente, nazionale.