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20 Ottobre 2026

Come l’assistente virtuale Vi personalizza la diagnosi della dry eye

Un nuovo assistente AI chiamato Vi promette diagnosi e cure su misura per la secca cornea, grazie al supporto della piattaforma Verily Me.

Come l’assistente virtuale Vi personalizza la diagnosi della dry eye

Nel contesto dell’Eyecelerator 2026 evento annuale dedicato all’innovazione oftalmica, è stato presentato Vi l’assistente virtuale sviluppato da Verily Me. La dimostrazione ha messo in evidenza come l’intelligenza artificiale possa intervenire direttamente nella gestione della Dry Eye Disease una patologia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, provocando irritazione, visione offuscata e sensazione di bruciore.

Il lancio di Vi al Eyecelerator 2026: una dimostrazione pratica

Durante la sessione plenaria, i ricercatori di Verily Me hanno mostrato una simulazione dal vivo in cui un volontario ha interagito con l’assistente tramite smartphone. Il software ha iniziato chiedendo informazioni sui sintomi percepiti, come sensazione di sabbia, arrossamento o lacrimazione. Grazie a un algoritmo di machine learning addestrato su più di 200.000 cartelle cliniche, Vi è stato in grado di assegnare un punteggio di gravità in pochi secondi, suggerendo un possibile stadio della malattia.

Funzionamento dell’assistente virtuale: diagnosi, sintomi e terapia su misura

Il cuore di Vi è un modello predittivo che combina dati soggettivi (risposte del paziente) e oggettivi (test di fluorescenza, misurazioni della lacrimazione). Dopo aver stabilito la diagnosi preliminare, l’assistente propone un piano di trattamento personalizzato, includendo lacrime artificiali, terapia a caldo, o, nei casi più gravi, indicazioni per farmaci a base di immunosoppressori. Ogni suggerimento è accompagnato da una spiegazione comprensibile, evidenziata in tempo reale per favorire l’aderenza del paziente.

Rilevazione automatizzata dei sintomi

Vi utilizza sensori integrati nello smartphone per misurare la velocità di evaporazione del film lacrimale, ottenendo dati più precisi rispetto ai tradizionali test di Schirmer. Inoltre, l’applicazione analizza le immagini della superficie corneale catturate da una lente collegata al cellulare, identificando zone di epitelio danneggiato con un margine di errore inferiore al 5% rispetto a un esame clinico standard.

Piani di trattamento personalizzati

Una volta raccolti tutti i parametri, il sistema genera un protocollo di cura ottimizzato per il profilo del paziente. Il piano è aggiornabile in maniera dinamica: se le condizioni ambientali (umidità, temperatura) cambiano o se il paziente segnala nuovi sintomi, Vi ricalcola automaticamente la dose o suggerisce l’introduzione di un nuovo prodotto. Questa capacità di adattamento continuo rappresenta il principale vantaggio rispetto alla terapia tradizionale, spesso basata su schemi fissi.

Gli esperti presenti all’Eyecelerator hanno sottolineato come la combinazione di AI e telemedicina possa ridurre i tempi di attesa per una diagnosi accurata, soprattutto nei contesti dove l’accesso a uno specialista è limitato. In futuro, Verily Me prevede di integrare Vi con i dispositivi indossabili per monitorare costantemente la salute oculare, trasformando così la gestione della dry eye disease in un processo proattivo anziché reattivo.