Il microbiota intestinale è un ecosistema composto da migliaia di specie batteriche che svolgono funzioni fondamentali per la nostra salute, dalla digestione alla modulazione del sistema immunitario. Quando questo equilibrio viene perturbato, aumentano le probabilità di infezioni, infiammazioni e altre patologie gravi. Tra i fattori noti per alterare il microbiota, gli antibiotici hanno un ruolo centrale, poiché eliminano non solo i batteri patogeni ma anche quelli benefici.
Una recente indagine, pubblicata sulla rivista Nature ha evidenziato un meccanismo ancora più pericoloso: l’assunzione contemporanea di zuccheri raffinati durante una terapia antibiotica amplifica il danno al microbiota, creando le condizioni ideali per la comparsa di batteri opportunisti. Il risultato è una perdita di biodiversità batterica molto più marcata rispetto a quella causata dal farmaco da solo.
Studio su pazienti oncologici sottoposti a trapianto di cellule staminali
La ricerca è stata condotta su 173 pazienti affetti da tumore, ricoverati per un trapianto di cellule staminali e sottoposti a trattamenti antibiotici ad ampio spettro. Grazie al regime di alimentazione controllata fornito dalla mensa ospedaliera, i ricercatori sono riusciti a registrare con precisione più di 9.400 pasti e 1.000 campioni di feci, evitando le imprecisioni tipiche dei questionari dietetici.
Impatto dei dolci sulla diversità batterica
Analizzando i dati nutrizionali, è emerso che ogni 100 grammi di dessert o bevande zuccherate consumati durante la terapia riducevano la diversità batterica di circa il 24 %. In altre parole, un piccolo consumo di dolci equivale a una perdita significativa di specie batteriche protettive, trasformando l’intestino in un vero deserto microbico.
Proliferazione di Enterococcus faecium e conseguenze cliniche
Con la diminuzione dei batteri “buoni”, è aumentata la presenza di Enterococcus faecium un organismo normalmente innocuo che può diventare pericoloso in un ambiente intestinale destabilizzato. Nei pazienti studiati, la sovraccrescita di questo patobionte è stata associata a un incremento del 12 % del rischio di mortalità legato alle complicanze della Graft-versus-Host Disease.
Il legame tra consumo di zucchero e mortalità è stato quantificato: i soggetti con un apporto di zuccheri superiore alla media presentavano una probabilità di decesso superiore del 12 % rispetto a quelli con una dieta più moderata. Questo dato sottolinea come una semplice scelta alimentare possa influire in maniera determinante sull’esito di terapie critiche.
Conferma su modello animale e indicazioni pratiche
Per verificare il meccanismo osservato negli esseri umani, gli stessi ricercatori hanno condotto esperimenti su topi trattati con un antibiotico ad ampio spettro e alimentati con zuccheri aggiunti. Dopo tre giorni, la popolazione di Enterococcus è aumentata di 16 volte, mentre al sesto giorno il picco ha raggiunto 33 volte il valore di partenza.
Gli autori dello studio suggeriscono che, durante un ciclo di antibiotici, sia opportuno limitare l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di zucchero. La riduzione temporanea di dolci e bevande zuccherate rappresenta una strategia a costo zero, capace di preservare la salute del microbiota e di ridurre il rischio di infezioni nosocomiali senza modificare i protocolli farmacologici.


