Salta al contenuto
26 Ottobre 2026

Elezioni brasiliane 2026: la vittoria di Lula e le proteste di Bolsonaro

Lula conquista la quarta presidenza, Bolsonaro sfida il risultato e le potenze mondiali si schierano: ecco i retroscena.

Elezioni brasiliane 2026: la vittoria di Lula e le proteste di Bolsonaro

Il ballottaggio presidenziale brasiliano si è concluso con una vittoria sorprendente per Luiz Inácio Lula da Silva, che ha ottenuto il 51,7% dei voti validi contro il 48,2% di Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. La corsa elettorale, avviata con un primo turno molto equilibrato, è culminata in una sfida al cardiopalma che ha tenuto il paese con il fiato sospeso fino alle prime ore della notte.

Lula conquista il quarto mandato nonostante le incertezze del voto

Il risultato ufficiale conferma che Lula si aggiudica un quarto mandato, superando di appena tre punti percentuali il suo avversario. Dopo una prima tornata in cui Flávio Bolsonaro aveva registrato un lieve vantaggio, il secondo turno ha ribaltato le previsioni, segnando la prima volta nella storia recente del Brasile in cui chi vince al primo turno perde al successivo. Il conteggio è stato avviato alle 19:00 ora locale, con l’annuncio definitivo della vittoria avvenuto dopo un’estensione di due ore delle operazioni di voto, giustificata da problemi di trasporto pubblico a Salvador e São Paulo.

Le polemiche sul prolungamento delle urne

Il presidente uscente, Flávio Bolsonaro, ha denunciato la decisione della Corte Suprema di tenere aperti alcuni seggi per ulteriori due ore, sostenendo che la mossa violasse il principio di parità di trattamento tra gli elettori. Paradossalmente, era stato lui stesso a richiedere l’estensione a causa delle intense piogge e dei disservizi dei mezzi pubblici. La stessa richiesta è stata avanzata dal suo staff elettorale, affermando che le condizioni atmosferiche avrebbero ostacolato la partecipazione. Nonostante le critiche, il giudice Kassio Nunes Marques, nominato da Jair Bolsonaro, ha confermato la legittimità della proroga, affermando che non vi fossero stati effetti negativi sul conteggio finale.

Reazioni internazionali: dal silenzio di Trump al plauso di Putin

La conferma della vittoria ha scatenato una serie di dichiarazioni a livello globale. Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, ha definito le elezioni brasiliane “truccate” e ha accusato i responsabili di aver seguito “il manuale di Biden”, richiamando le proprie contestazioni del 2020. Al contrario, il presidente russo Vladimir Putin ha inviato i suoi più cordiali auguri a Lula, definendolo “caro amico”. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha interpretato il risultato come una conferma dei valori democratici, sottolineando l’impegno per un “commercio libero e aperto” e per la cooperazione climatica.

Altri leader si schierano

Da Madrid, il primo ministro Pedro Sánchez ha celebrato la vittoria definendola “una grande vittoria per Lula” e ha ipotizzato che simili dinamiche progressive si manifesterebbero anche in Spagna. Dal Messico, la presidente Claudia Sheinbaum ha espresso sostegno al popolo brasiliano, mentre il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha definito la vittoria di Lula una garanzia per la “pace, sovranità e giustizia sociale”. Anche figure di spicco come il senatore statunitense Bernie Sanders e la leader italiana Elly Schlein hanno inviato messaggi di congratulazioni, evidenziando la capacità delle destre nazionaliste di essere sconfitte nonostante le risorse a disposizione.

Le conseguenze interne: ricorsi e manifestazioni

Il rifiuto di Flávio Bolsonaro di accettare il risultato ha aperto la strada a una serie di ricorsi legali. Il candidato ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia per “violazione del principio di uguaglianza” e ha chiesto il blocco della proclamazione definitiva del nuovo presidente. Nel frattempo, migliaia di sostenitori di Lula hanno sceso in strada per celebrare la vittoria, accendendo fuochi d’artificio e cantando inni patriottici. Gli osservatori internazionali monitorano attentamente la situazione, temendo che una escalation giudiziaria possa destabilizzare ulteriormente la già tesa atmosfera politica del paese.

Il Brasile si trova a un bivio cruciale: da una parte, la conferma di un leader storico al quarto mandato, dall’altra, un avversario pronto a contestare ogni aspetto del processo elettorale. La risposta della comunità internazionale, contraddistinta da una netta polarizzazione, aggiunge un ulteriore strato di complessità a quello che sarà probabilmente uno dei periodi più intensi della storia politica recente del Paese.