Il popolo brasiliano ha nuovamente affidato la presidenza a Luiz Inácio Lula da Silva, noto anche come Lula, con il 51,74% dei voti al secondo turno. Dopo una rimonta sorprendente, il candidato di sinistra ha superato Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, che aveva guidato le prime indagini con il 48,2% dei voti. La vittoria ha scaturito da una partecipazione record: più di 158 milioni di elettori hanno espresso il loro suffragio, con un aumento di due punti percentuali rispetto al primo turno.
Il contesto della rimonta elettorale
Al primo scrutinio, Lula sembrava in svantaggio netto, con una differenza di circa due milioni di voti rispetto al suo avversario. La decisione della Corte Suprema di prorogare la chiusura dei seggi di due ore, a causa di maltempo e difficoltà logistiche, ha consentito a centinaia di migliaia di elettori rimasti a casa di recarsi alle urne. Questo intervento ha innescato la prima estensione dei tempi di voto nella storia del Brasile, elemento che Flávio Bolsonaro ha definito una “cambio di regole in corsa”.
Il ruolo del voto elettronico
Dal 1996 il Brasile utilizza un sistema di voto elettronico che permette di pubblicare i risultati quasi immediatamente dopo la chiusura dei seggi. Grazie a questa tecnologia, i risultati preliminari hanno mostrato una crescita costante di Lula nelle ultime ore di scrutinio, culminando con il superamento della soglia del 50% e la conferma del quarto mandato.
Le reazioni dei protagonisti
Lula, visibilmente emozionato, ha dedicato il suo discorso alla “generosità dei giovani” che, a suo avviso, hanno difeso la democrazia brasiliana. Ha inoltre sottolineato la necessità di collaborare con un congresso di destra, eletto dal popolo, per garantire la realizzazione di politiche sociali e ambientali. Al contempo, Flávio Bolsonaro ha annunciato l’intenzione di chiedere l’annullamento del voto, accusando il giudice di aver “cambiato le regole in corso”.
Riflessi internazionali
Le congratulazioni sono arrivate da numerosi leader mondiali: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito la vittoria un “trionfo della democrazia e del multilateralismo”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno espresso la volontà di rafforzare i rapporti bilaterali con il Brasile. Anche la Casa Bianca ha osservato il risultato, con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha paragonato la vicenda al suo rifiuto del risultato delle elezioni americane del 2020.
Con il nuovo mandato, Lula dovrà affrontare un parlamento dominato dalla destra, ma ha già indicato un approccio pragmatico, promettendo di lavorare “con tutti” per approvare le riforme necessarie. Nel frattempo, le strade di São Paulo e Rio de Janeiro sono state invase da manifestanti in magliette rosse, simbolo del sostegno popolare al leader operario che, a quasi 81 anni, continua a incarnare la nostalgia di un Brasile più inclusivo e attento all’Amazzonia.
