Il 13 ottobre 2026, presso lo Charlemagne building della Commissione europea a Bruxelles, è stata ufficialmente presentata la campagna triennale EU-OSHA intitolata “Insieme per la salute mentale sul lavoro”. L’iniziativa, denominata “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”, si pone come la più ampia azione europea finora dedicata alla sicurezza e al benessere psicologico dei lavoratori.
Il lancio coincide con la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro e mette in evidenza la crescente consapevolezza che salute mentale non è più un tema accessorio, ma un obbligo legale per tutti i soggetti datoriali, sancito dal D.Lgs. 81/08. La campagna intende colmare le lacune di competenza e risorse evidenziate da recenti indagini, offrendo dati concreti, strumenti operativi e un dialogo costante tra datori di lavoro e dipendenti.
Obblighi dei datori di lavoro e quadro normativo
Secondo le dichiarazioni del direttore esecutivo dell’EU-OSHA, William Cockburn, i datore di lavoro hanno il dovere di tutelare non solo l’integrità fisica ma anche la salute psicologica del personale. Il mancato rispetto di questa responsabilità può tradursi in sanzioni amministrative e in una perdita di produttività, poiché i dati dell’OSHA Pulse Survey 2025 mostrano che il 29% dei lavoratori europei riferisce sintomi di stress, ansia o depressione correlati al lavoro.
Barriere e mancanza di risorse
Le indagini evidenziano una diffusa riluttanza ad affrontare i rischi psicosociali dovuta spesso a una scarsa consapevolezza o a limitate capacità operative, soprattutto nelle piccole e medie imprese. La campagna mette a disposizione strumenti online interattivi linee guida pratiche e un portale multilingue per facilitare la valutazione sistematica dei rischi e l’adozione di misure preventive.
Le cinque linee di azione della campagna
Il progetto si articola in cinque aree prioritarie, ciascuna supportata da materiale divulgativo, webinar e partnership nazionali. L’obiettivo è creare un approccio integrato che colleghi la gestione dei rischi psicologici a quella dei rischi fisici, promuovendo al contempo un ambiente di lavoro inclusivo.
Valutazione e gestione dei rischi psicosociali
Verranno forniti modelli di valutazione dei rischi da inserire nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), accompagnati da esempi pratici per identificare fattori di stress organizzativo, carichi di lavoro eccessivi e scarsa autonomia.
Prevenzione di molestie, violenza e abuso sessuale
La campagna rafforza i protocolli anti-molestie, introducendo procedure di segnalazione riservata e piani di formazione per manager e dipendenti, al fine di eliminare comportamenti abusivi in ogni settore.
Collegamento tra rischi fisici e salute mentale
Studi recenti dimostrano che condizioni di lavoro fisicamente gravose – rumore, postura scorretta, carichi pesanti – aumentano il rischio di burnout e depressione. La campagna propone strategie ergonomiche e piani di recupero per ridurre l’impatto combinato di questi fattori.
Settore sanitario e assistenziale
Poiché il personale ospedaliero ed assistenziale è esposto a livelli elevati di stress emotivo, saranno messe a disposizione linee guida specifiche per la gestione del trauma, il supporto psicologico e le modalità di rientro dopo assenze per malattia mentale.
Supporto al rientro lavorativo
Per i dipendenti che hanno subito problemi di salute mentale, saranno promossi programmi di reintegrazione graduale monitoraggio continuo e coordinamento tra medici competenti, RSPP e rappresentanti dei lavoratori.
Dati europei sulla salute mentale nei luoghi di lavoro
Le statistiche più recenti mostrano che il 45% dei lavoratori nell’Unione europea si sente esposto a rischi per il proprio benessere psicologico. Inoltre, quasi un terzo di loro (29%) dichiara di soffrire di sintomi di stress, ansia o depressione aggravati dall’attività professionale. Questi numeri confermano che i rischi psicosociali rappresentano una minaccia reale non solo per la salute dei dipendenti, ma anche per la sicurezza operativa delle imprese.
Integrando la gestione della salute mentale nel sistema di prevenzione aziendale, le organizzazioni potranno migliorare la produttività, ridurre le assenze per malattia e favorire un clima di lavoro più solidale. La campagna “Insieme per la salute mentale sul lavoro” si configura
