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In prossimità della Giornata mondiale contro l’AIDS, che si celebra il 1° dicembre, è opportuno analizzare i dati recenti sull’HIV in Italia. L’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) rivela che si sono registrate 2.379 nuove diagnosi, un numero pressoché invariato rispetto all’anno precedente. Tuttavia, è preoccupante notare che un numero crescente di individui scopre di essere positivo all’HIV in fase avanzata della malattia.
Statistiche attuali e modalità di trasmissione
Secondo il Centro Operativo AIDS dell’ISS, l’incidenza nazionale dell’HIV è di 4 casi ogni 100.000 residenti, un dato che rimane sotto la media dell’Europa occidentale. La principale modalità di trasmissione continua a essere quella sessuale, sia tra eterosessuali che tra omosessuali. Nel corso degli ultimi anni, quasi la metà delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti eterosessuali, mentre poco più del 40% è legato a uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM).
Rischi legati all’uso di sostanze
Una categoria di rischio significativa è rappresentata da coloro che consumano droghe per via iniettiva. La condivisione di aghi è un fattore che può portare a infezioni. Le province con i tassi di incidenza più elevati sono Roma, Firenze e Milano, evidenziando come i grandi centri urbani abbiano una circolazione più intensa del virus. Attualmente, si stima che circa 150.000 persone vivano con l’infezione da HIV in Italia.
Le sfide delle diagnosi tardive
Un dato allarmante da considerare è la diagnosi tardiva. Circa due terzi degli eterosessuali e oltre la metà degli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM) scoprono la loro condizione quando il sistema immunitario è già compromesso. Questa situazione è aggravata dalla scarsa conoscenza riguardante l’HIV e l’AIDS, fattori che contribuiscono a ritardi nelle diagnosi e, di conseguenza, a un trattamento meno efficace.
Promuovere la cultura della prevenzione
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sottolinea l’importanza di promuovere una maggiore cultura della prevenzione e del testing, specialmente tra i giovani e le popolazioni più vulnerabili. È essenziale che le informazioni riguardanti l’HIV raggiungano tutti, affinché si possano ridurre i casi di diagnosi tardive e migliorare l’accesso ai trattamenti.
Strumenti di prevenzione e trattamento
Tra gli strumenti più efficaci per prevenire l’infezione da HIV, la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) si distingue. Disponibile in due forme, la PrEP deve essere facilmente accessibile, anche al di fuori degli ambulatori specialistici, e dovrebbe includere anche una versione iniettabile. Questa profilassi ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di infezione.
Le nuove terapie antiretrovirali a lungo termine stanno rivoluzionando la gestione dell’HIV. Attualmente, oltre il 95% dei pazienti in trattamento ha raggiunto una soppressione virale, trasformando l’infezione in una condizione cronica non trasmissibile (U=U: Undetectable = Untransmittable). Le opzioni di trattamento iniettabili si rivelano particolarmente utili per i pazienti che trovano difficile aderire a una terapia quotidiana.
Obiettivi futuri e necessità di miglioramento
Nonostante i progressi, l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi identificati da UNAIDS per il 2030. Per raggiungere tali traguardi, è fondamentale migliorare l’accesso ai test e ai trattamenti, oltre a garantire una maggiore sensibilizzazione riguardo all’HIV. Il rafforzamento della rete di supporto e prevenzione risulta cruciale per il futuro della salute pubblica.



