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30 Ottobre 2026

Microproteine mitocondriali e dieta mediterranea: nuove piste per cuore e mente

Una ricerca statunitense collega la dieta mediterranea a due microproteine mitocondriali che potrebbero sostenere cuore e cervello.

Microproteine mitocondriali e dieta mediterranea: nuove piste per cuore e mente

Negli ultimi anni la dieta mediterranea è al centro di numerosi studi che ne confermano i benefici sulla salute cardiovascolare e cognitiva. Un nuovo lavoro della USC Leonard Davis School of Gerontology, guidato dal professor Roberto Vicinanza, ha analizzato il sangue di anziani con diversi gradi di adesione a questo modello alimentare, alla ricerca di marcatori biologici capaci di spiegare gli effetti protettivi osservati.

I risultati hanno evidenziato che i soggetti più fedeli alla dieta mediterranea presentano concentrazioni significativamente più alte di due microproteine mitocondriali, chiamate humanin e SHMOOSE. Queste piccole catene proteiche, prodotte dal DNA dei mitocondri, sono state finora studiate per il loro possibile ruolo nella riduzione del rischio di malattie cardiache e di neurodegenerazione, aprendo una nuova frontiera nella comprensione del legame tra alimentazione e longevità.

Humanin e SHMOOSE: livelli più alti nei soggetti che seguono la dieta mediterranea

L’analisi di più di 300 campioni di sangue ha mostrato che l’adozione quotidiana di alimenti tipici del Mediterraneo è associata a una maggiore presenza di humanin e SHMOOSE nel circolo sanguigno. In particolare, chi consumava regolarmente olio extravergine di oliva, pesce azzurro e legumi aveva valori di humanin fino al 35 % più alti rispetto a chi seguiva diete ricche di carboidrati raffinati. Per SHMOOSE, l’associazione più forte riguardava l’uso di olio d’oliva combinato a un ridotto apporto di zuccheri lavorati, suggerendo che la qualità dei grassi possa modulare la produzione di queste microproteine.

Olio extravergine, pesce e legumi: il collegamento con humanin

L’olio extravergine di oliva contiene polifenoli e acidi grassi monoinsaturi che, secondo le ipotesi degli autori, potrebbero stimolare i mitocondri a sintetizzare humanin. Anche il consumo di pesce, ricco di omega-3, e di legumi, fonte di aminoacidi essenziali, sembra favorire lo stesso meccanismo. Tuttavia, lo studio non ha dimostrato un rapporto di causalità diretto, ma solo una correlazione statistica tra questi alimenti e l’aumento della microproteina.

Cosa sono le microproteine mitocondriali e perché interessano la salute

Nel passato molte brevi sequenze genetiche presenti nel DNA mitocondriale erano considerate “junk DNA”. Oggi si sa che alcune di esse codificano piccole proteine, le microproteine, che svolgono funzioni regolatorie in risposta a stress metabolico e ossidativo. Humanin è stata descritta per la prima volta nel 2003 e da allora è stata collegata alla sensibilità all’insulina, alla modulazione dell’infiammazione e alla protezione delle cellule endoteliali. SHMOOSE, identificata più recentemente, è stata associata a una possibile difesa dei neuroni contro l’accumulo di proteine tossiche tipiche della malattia di Alzheimer.

Humanin: ruolo metabolico e cardiovascolare

Studi in vitro hanno mostrato che humanin può inibire l’attività dell’enzima Nox2, responsabile della generazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS). Un eccesso di ROS è uno dei principali fattori di stress ossidativo e può danneggiare le pareti vascolari, favorendo aterosclerosi e infarto. Nell’analisi della USC, livelli più alti di humanin erano correlati a una minore attività di Nox2, suggerendo un potenziale meccanismo di protezione contro le malattie cardiache.

SHMOOSE: protezione cerebrale e rischio di Alzheimer

La variante genetica di SHMOOSE è stata trovata più frequente in soggetti con una predisposizione più elevata alla malattia di Alzheimer, mentre la forma “normale” della proteina sembra ridurre la vulnerabilità dei neuroni a danni indotti da amiloide. Sebbene gli studi siano ancora preliminari, la possibilità che una dieta ricca di olio d’oliva possa aumentare i livelli di SHMOOSE apre interessanti scenari per la prevenzione di patologie neurodegenerative.

Questi dati suggeriscono che la dieta mediterranea potrebbe influenzare direttamente i processi cellulari dei mitocondri, favorendo la produzione di microproteine con effetti benefici sul cuore e sul cervello. Restano però necessarie ricerche cliniche più ampie, di tipo interventistico, per verificare se modificare l’alimentazione comporti un aumento replicabile di humanin e SHMOOSE e, soprattutto, se ciò si traduca in miglioramenti concreti della salute a lungo termine.