Nel panorama delle malattie rare, la sindrome CHOPS occupa una posizione di estrema eccezionalità: finora sono stati identificati circa 40 pazienti in tutto il globo. La scarsità di casi rende difficile una diagnosi precoce e spesso porta a una certa sotto-rilevazione, soprattutto perché i segnali clinici possono confondersi con altre patologie pediatriche.
Il quadro clinico è stato descritto dall’Specialista in Pediatria Emanuela Scarano, responsabile del reparto Malattie Rare Congenito-Malformative presso l’IRCCS AOU di Bologna, Policlinico di Sant’Orsola. La dottoressa ha sottolineato quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare fin dalla prima infanzia per ottimizzare la qualità di vita dei piccoli pazienti.
Origine genetica e meccanismi molecolari della sindrome CHOPS
La condizione è causata da mutazioni del gene AFF4, trasmesse in modalità autosomal dominante. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la variante genetica non è ereditata ma compare de novo, cioè spontaneamente durante lo sviluppo embrionale. AFF4 è parte integrante di un complesso che regola l’attività trascrizionale durante le fasi critiche dell’embriogenesi.
Il ruolo del gene AFF4 e le coesinopatie
Le coesinopatie – tra cui spicca la sindrome di Cornelia de Lange – condividono con CHOPS la compromissione di percorsi di regolazione cromatinica. Mentre nelle coesinopatie si osserva una alteratione della architettura della cromatina, nella sindrome CHOPS il problema principale è la disregolazione della trascrizione. Questo porta a un’espressione errata di geni fondamentali per lo sviluppo, con conseguenze cliniche simili a quelle di altre patologie del gruppo.
Segni clinici e gestione multidisciplinare
Sin dalla nascita o nei primi mesi di vita, i bambini affetti mostrano difficoltà respiratorie, crescita ridotta e tratti facciali riconoscibili. Si riscontrano ritardi motorii e del linguaggio, problemi alimentari e, con il passare del tempo, tendenza all’obesità, anomalie scheletriche, scoliosi e difetti cardiaci congeniti. Sebbene non sia una patologia neurodegenerativa, alcuni sintomi possono accentuarsi con l’età.
Trattamento sintomatico e prospettive di ricerca
Al momento non esiste una cura definitiva; la risposta terapeutica è sintomatica e multidisciplinare. Il percorso include supporto respiratorio, interventi cardiaci quando necessari, fisioterapia, logopedia, monitoraggio ortopedico e un’attenta valutazione nutrizionale. La Fondazione CHOPS ETS sostiene progetti internazionali volti a sviluppare terapie mirate in grado di normalizzare il profilo di espressione genica. Grazie a queste iniziative, alcuni pazienti hanno sperimentato miglioramenti notevoli grazie a interventi riabilitativi continui.
