Sunxiety e filtri solari: il ruolo del farmacista nella prevenzione

Scopri come AIDECO propone di combattere la disinfodemia solare puntando su formazione, standard europei e il contributo del farmacista

Il 15° incontro AIDECO intitolato Sun & Skin, svoltosi a Roma il 12 marzo 2026, ha rappresentato un momento di confronto sul rapporto tra dermatologia, cosmetologia e informazione pubblica. L’evento ha celebrato l’eredità del professor Leonardo Celleno, fondatore di AIDECO nel 2007, e ha rilanciato l’idea di una formazione multidisciplinare capace di sostenere una cosmetologia basata su evidenze scientifiche. Nei saluti introduttivi il professor Steven Nisticò e la dottoressa Alessandra Vasselli hanno sottolineato come sia fondamentale trasformare questa esperienza in un modello replicabile per la formazione professionale.

Accanto al tema istituzionale, i partecipanti hanno posto l’accento su un problema pratico e crescente: la disinformazione relativa alla protezione solare. La dottoressa Claudia Capanna ha evidenziato come i canali social possano veicolare false paure e creare una vera e propria disinfodemia, oltre al fenomeno definito sunxiety, ossia l’ansia legata al danno solare e all’invecchiamento cutaneo. Queste dinamiche influenzano scelte di consumo sbagliate e contribuiscono a ridurre l’adozione di pratiche protettive efficaci.

Disinformazione e comportamenti a rischio

Durante la tavola rotonda sono emersi dati che fotografano la situazione: studi recenti, tra cui una survey della American Academy of Dermatology del 2026, mostrano che il 59% della Generazione Z adotta comportamenti simili a quelli degli anni ’80, con scarsa protezione solare e esposizioni rischiose, mentre meno del 30% dei genitori applica correttamente la protezione ai figli. A questo si aggiunge l’errata convinzione diffusa che i filtri solari siano pericolosi per la salute o per l’ambiente, nonostante la normativa europea, in particolare il Regolamento 1223/2009, definisca standard rigorosi per sicurezza ed efficacia. Contrastare queste narrative richiede comunicazioni chiare e basate su evidenze.

Conoscenze pratiche carenti

Un aspetto ricorrente è la scarsa consapevolezza del proprio fototipo e l’uso indiscriminato di prodotti con SPF alto senza considerare dosi e modalità di applicazione. Molti consumatori non sanno che è necessario applicare quantità adeguate di prodotto e riapplicare la protezione ogni 2-3 ore, soprattutto in caso di sudorazione o dopo il bagno. L’abitudine di affidarsi a etichette fuorvianti alimenta poi false sicurezze: diciture come «schermo totale» o «waterproof» sono vietate perché ingannevoli e non supportate da evidenza scientifica.

Il farmacista come punto di riferimento

Il convegno ha ribadito il ruolo strategico del farmacista nel ristabilire un rapporto corretto tra scienza e utenza. In farmacia non si vende solo un prodotto stagionale, ma si può promuovere la fotoprotezione come intervento di longevità cutanea e prevenzione oncologica. Il farmacista, grazie alla sua preparazione tecnica, è nella posizione migliore per spiegare i limiti dei claim commerciali, interpretare le esigenze del cliente e suggerire soluzioni personalizzate in base a stile di vita, fototipo e attività quotidiane.

Consigli pratici da suggerire al cliente

Tra le raccomandazioni pratiche emerse c’è l’importanza di proteggersi non solo al mare ma anche in città, dove si concentra circa il 30% del danno UV annuale. È utile consigliare formulazioni che integrino antiossidanti e ingredienti che favoriscono la riparazione del DNA, per contrastare i radicali liberi prodotti non solo dai raggi UV ma anche dalla luce blu dei dispositivi digitali. Inoltre, spiegare come scegliere il prodotto più adatto e come applicarlo correttamente aiuta a ridurre gli errori più comuni e a trasformare la protezione solare in una routine quotidiana efficace.

Eredità e prospettive per la formazione

Infine, l’incontro del 12 marzo 2026 ha rilanciato la necessità di continuare il percorso avviato dal professor Leonardo Celleno: promuovere una scuola di cosmetologia integrata, onesta e basata su competenze multidisciplinari. L’obiettivo è formare professionisti in grado di rispondere alle esigenze del mercato con rigore scientifico e capacità comunicative, contrastando la disinfodemia e valorizzando il ruolo di figure come il farmacista nella prevenzione primaria e nella tutela della salute cutanea.

Scritto da Staff

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