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21 Ottobre 2026

Verily Me e l’assistente Vi: rivoluzione digitale per il dry eye disease

L’assistente virtuale Vi di Verily Me sfrutta l’intelligenza artificiale per una diagnosi più accurata e terapie su misura contro l’occhio secco.

Verily Me e l’assistente Vi: rivoluzione digitale per il dry eye disease

Il dry eye disease (DED) è una delle patologie oculari più diffuse, soprattutto tra chi trascorre molte ore davanti a schermi. Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che la variabilità dei sintomi rende difficile una gestione standardizzata. Nel contesto dell’Eyecelerator 2026 la startup Verily Me ha presentato Vi un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale capace di raccogliere dati, analizzarli e suggerire percorsi terapeutici personalizzati.

Vi nella valutazione della Dry Eye Disease: raccolta e analisi dei dati oculari

Grazie a una combinazione di sensori collegati a smartphone e a occhiali smart, Vi registra parametri come la stabilità del film lacrimale, la temperatura della superficie corneale e il tempo di chiusura delle palpebre. Questi dati, una volta inviati al cloud, vengono elaborati con algoritmi di machine learning addestrati su milioni di casi clinici. Il risultato è una diagnosi quantitativa che assegna un punteggio di gravità al DED, distinguendo tra forme evaporative e iposecretorie.

Interfaccia dialogica per l’individuazione dei sintomi

L’assistente utilizza un’interfaccia vocale e testuale per guidare l’utente attraverso un questionario dettagliato. Domande su sensazioni di bruciore, visione offuscata o disagio durante la lettura vengono valutate in tempo reale. Grazie all’analisi del linguaggio naturale, Vi riconosce anche sfumature emotive, consentendo di capire se il paziente sperimenta sintomi intermittenti o cronici. Questo approccio riduce il margine di errore tipico delle visite tradizionali, dove la soggettività del paziente può influenzare la diagnosi.

Personalizzazione del percorso terapeutico grazie all’AI

Una volta definito il profilo del paziente, l’algoritmo di Verily Me elabora un piano di trattamento su misura. Le terapie consigliate includono lacrime artificiali a base di lipidi, colliri anti-infiammatori e, quando necessario, terapia di luce pulsata per le ghiandole di Meibomio. Ogni opzione è associata a una probabilità di successo predetta dalla rete neurale, basata su dati reali di risposta di altri pazienti con caratteristiche analoghe.

Monitoraggio continuo e aggiustamenti dinamici

Il vero valore aggiunto di Vi è la capacità di monitorare costantemente l’evoluzione del DED. Attraverso notifiche push, l’assistente ricorda al paziente di effettuare i test settimanali e registra eventuali variazioni nei sintomi. Se il punteggio di gravità peggiora, l’AI propone in tempo reale modifiche al regime terapeutico, suggerendo ad esempio un aumento della frequenza di una lacrima artificiale o l’introduzione di un nuovo farmaco. Questo ciclo di feedback continuo trasforma la gestione della patologia da reattiva a proattiva.

Prospettive future e integrazione nella pratica clinica

Il modello di Verily Me è già stato adottato in diversi centri oftalmologici europei, dove gli specialisti lo utilizzano come strumento di supporto decisionale. L’ambizione è quella di integrare Vi nei sistemi di cartella clinica elettronica, consentendo una condivisione sicura dei dati tra paziente e medico. Inoltre, la piattaforma prevede l’espansione verso altre patologie della superficie oculare, come la sindrome di Sjögren, grazie alla natura modulare del suo motore di intelligenza artificiale.