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20 Ottobre 2026

Salute mentale e rischi psicosociali al centro di Asti Si’cura 2026

Asti Si’cura 2026 ha trasformato la sicurezza in un progetto condiviso, puntando su salute mentale, organizzazione del lavoro e pratiche di mindfulness.

Salute mentale e rischi psicosociali al centro di Asti Si’cura 2026

L’evento Asti Si’cura 2026, dedicato alla sicurezza sul lavoro e al benessere delle persone ha riunito enti pubblici, imprese e rappresentanti sindacali per affrontare non solo gli infortuni tradizionali, ma anche le dimensioni psicologiche del disagio professionale. La mattina è iniziata con un incontro istituzionale, proseguita da un convegno pomeridiano incentrato su stress lavoro-correlato rischi psicosociali e metodologie per creare ambienti più salutari.

Asti Si’cura 2026: un impegno collettivo per la sicurezza e il benessere

Stefano Calella, segretario generale della FAI Cisl Alessandria-Asti e coordinatore del progetto, ha aperto la giornata sottolineando come la terza edizione rappresenti «un modello straordinario di coesione sociale e partecipazione». Richiamando le statistiche europee, ha evidenziato la crescita di stress e pressioni occupazionali, invocando una alleanza ferma tra istituzioni, parti sociali e mondo della scuola. Il suo intervento ha ribadito che la tutela della salute mentale non è più un optional, ma una priorità condivisa per tutti gli attori del territorio.

Rischi psicosociali: organizzazione del lavoro e ruolo dei RLS

Rebecca Nebbia, consulente tecnica per la salute e la sicurezza, ha mostrato come la prevenzione dipenda da una organizzazione chiara: definizione dei ruoli, equilibrio dei carichi, autonomia reale e partecipazione attiva dei dipendenti. Secondo la relatrice, una struttura poco trasparente genera insicurezza, stress cronico e perdita di produttività. L’intervento ha evidenziato che intervenire solo quando il problema è evidente è insufficiente occorre saper riconoscere i segnali precoci e agire sulle cause strutturali.

Il compito dei rappresentanti per la sicurezza

Rosa Badagliacca, psicologa clinica dell’ASL AT, ha illustrato il ruolo cruciale dei RLS nella valutazione dello stress lavoro-correlato. Ha sottolineato l’importanza di cogliere segnali di disagio attraverso dinamiche relazionali difficili, isolamento o pettegolezzi maligni. Il suo messaggio è stato chiaro: l’indifferenza del gruppo può consolidare un clima negativo perciò osservare, ascoltare e non normalizzare comportamenti lesivi è parte integrante della cultura preventiva.

Progetti pilota dell’ASL di Asti e pratiche di mindfulness

L’esperienza dell’ASL di Asti, avviata con la metodologie INAIL nel dicembre 2024, ha coinvolto circa 2 500 dipendenti tramite un questionario online. I risultati hanno permesso di passare dalla semplice compilazione a interventi concreti: individuazione delle criticità, definizione di azioni correttive e monitoraggio dei risultati nel tempo. Roberto Zanelli, direttore dello Spresal, ha ribadito che la valutazione non deve essere un adempimento formale, ma uno strumento per rendere le organizzazioni più attente alla salute dei lavoratori.

Mindfulness e gestione dello stress

Maurizio Mellana, direttore facente funzione della Psicologia Clinica dell’ASL AT, ha mostrato come la mindfulness possa integrarsi nelle strategie di prevenzione. La pratica, descritta come attenzione intenzionale al momento presente senza giudizio, aiuta a riconoscere le reazioni automatiche allo stress e a sviluppare una risposta più consapevole. Mellana ha guidato i partecipanti in una breve sessione, dimostrando come un semplice esercizio possa ridurre la tensione accumulata durante la giornata lavorativa.

L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha sottolineato che la salute mentale è una tematica trasversale che tocca lavoratori, studenti e caregiver. Ha invitato a rafforzare le ispezioni e a garantire l’attuazione completa del D.Lgs. 81/2008, affinché la normativa diventi davvero operativa sul territorio.

Per chiudere, Luca Caretti, segretario generale della Cisl Piemonte, ha ricordato che il lavoro deve proteggere la persona e non diventare una fonte di danno fisico o psicologico. Il suo appello riecheggia l’intera giornata: la sicurezza è un percorso condiviso, che richiede servizi di prevenzione adeguati, formazione continua e un dialogo costante tra istituzioni, imprese e rappresentanti dei lavoratori.