Adolescenti e Intelligenza Artificiale: Comprendere una Relazione Complessa

Scopri l'impatto crescente dei chatbot IA sulla salute mentale e sulle relazioni sociali dei giovani. Analizza come l'interazione digitale stia modellando il benessere psicologico e le dinamiche interpersonali tra le nuove generazioni.

Negli ultimi anni, l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) da parte delle nuove generazioni ha portato a importanti riflessioni sull’impatto di queste tecnologie sul benessere psicologico dei giovani. In particolare, la diffusione dei chatbot IA ha sollevato interrogativi sulla loro influenza sulla salute mentale degli adolescenti, un tema di crescente interesse alla luce delle statistiche recenti.

In occasione del Safer Internet Day 2026, Telefono Azzurro ha messo in evidenza la necessità di un maggiore impegno da parte degli adulti per comprendere e gestire i rischi connessi all’uso di tali strumenti digitali. L’Unicef ha risposto alle preoccupazioni con una serie di consigli pratici per i genitori, affinché possano accompagnare i propri figli in questo nuovo contesto tecnologico.

La situazione attuale tra i giovani e l’IA

Secondo dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 adolescente su 7, nella fascia di età tra i 10 e i 19 anni, vive un disagio psichico non sempre riconosciuto. Inoltre, il 20% degli adolescenti afferma di sentirsi solo, con una prevalenza maggiore tra le ragazze. Questa solitudine, unita all’uso intensivo dei social media, accentua i sintomi di ansia e depressione, creando un quadro preoccupante per la salute mentale.

Uso dei chatbot tra i giovani

Un’indagine condotta da Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos Doxa ha rivelato che nel 2026 il 35% degli adolescenti, tra i 12 e i 18 anni, utilizza strumenti di IA, come ChatGPT, per attività quotidiane online. La familiarità con i chatbot è alta: il 74% del campione conosce questi strumenti, e il 75% di loro li utilizza regolarmente. ChatGPT si conferma il chatbot più popolare, seguito da Gemini e Meta AI.

Benefici e rischi associati all’uso dei chatbot

Se da un lato i chatbot sono utilizzati principalmente per motivi scolastici e di ricerca, dall’altro emergono dinamiche più personali. Il 14% dei ragazzi dichiara di cercare spesso consigli personali tramite questi strumenti, mentre il 34% lo ha fatto almeno una volta. Le emozioni suscitate da queste interazioni sono per lo più positive: curiosità e divertimento sono le reazioni più comuni. Tuttavia, il 23% degli adolescenti ha riferito di sentirsi non giudicato e il 16% meno solo, evidenziando un aspetto potenzialmente positivo di queste interazioni.

I rischi percepiti

Nonostante i benefici, i rischi associati all’uso dei chatbot non possono essere trascurati. Circa il 40% dei ragazzi ha segnalato un possibile decremento del pensiero critico, mentre il 35% ha percepito una diminuzione delle relazioni sociali reali. Inoltre, il 33% teme di confondere realtà e finzione, e il 25% avverte il rischio di sviluppare dipendenze. Questi dati mettono in luce l’importanza di un uso consapevole e critico della tecnologia.

Consigli per i genitori

In risposta alle sfide emergenti, l’Unicef ha elaborato un prontuario per i genitori che include nove suggerimenti. Il primo consiglio è di iniziare a introdurre l’IA nella vita dei bambini in modo semplice e comprensibile, tenendo presente i rischi connessi. È fondamentale mantenere l’IA in una prospettiva adeguata, ponendo l’accento sull’importanza delle relazioni personali e delle routine quotidiane come fattori prioritari per la crescita sana dei bambini.

La crescente integrazione dell’IA nella vita dei giovani presenta sia opportunità che sfide. È cruciale che adulti e genitori siano consapevoli di questi aspetti, per aiutare i ragazzi a navigare in un mondo sempre più connesso e complesso, garantendo loro il supporto necessario per una salute mentale equilibrata.

Scritto da Staff

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