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28 Ottobre 2026

Convegno su dieta mediterranea e salute dell’anziano a Bari

Scopri chi ha guidato il workshop di Bari sulla dieta mediterranea per migliorare la vita degli over‑65

Convegno su dieta mediterranea e salute dell’anziano a Bari

Il 4 la città di Bari ha ospitato un incontro unico, dedicato a esplorare il legame tra dieta mediterranea e benessere nella terza età. Organizzato dalla Menarini International Foundation in collaborazione con la Mediterranean Diet Foundation, l’evento ha riunito ricercatori, clinici e responsabili politici per confrontarsi su come le pratiche nutrizionali tradizionali possano incidere sulla salute degli anziani.

Il tema è emerso in risposta alla crescente esigenza di strategie preventive capace di contrastare l’aumento dell’incidenza di patologie croniche nella popolazione over-65. La scelta di focalizzarsi sul modello alimentare mediterraneo è stata motivata da numerosi studi epidemiologici che ne hanno associato la riduzione del rischio cardiovascolare, delle malattie neurodegenerative e dei disturbi metabolici.

Il workshop a Bari: data, organizzatori e protagonisti

La giornata si è svolta presso il centro congressi di Bari, con la direzione operativa affidata a Stefania Maggi, direttrice generale della Mediterranean Diet Foundation e responsabile del programma di ricerca CNR Aging a Padova. Il presidente della fondazione, il professor Gaetano Crepaldi, ha supervisionato l’intero percorso scientifico, garantendo la coerenza tra obiettivi accademici e applicazioni cliniche.

Le istituzioni e i relatori internazionali

Tra gli interventi più attesi, lo ha tenuto il professor Jack Guralnik, esperto di epidemiologia e salute pubblica presso l’Università del Maryland, che ha illustrato i dati longitudinali sull’influenza della nutrizione sulla mortalità negli Stati Uniti. Luigi Ferrucci, direttore scientifico del National Institute on Aging, ha presentato le più recenti scoperte sui marcatori biologici dell’invecchiamento. Dalla realtà italiana, Stefano Volpato, professore di geriatria all’Università di Ferrara, ha condiviso risultati su come l’alimentazione influisca sulla frazione muscolare negli anziani. Claudio Bilato, responsabile dell’unità di cardiologia dell’ASL Ovest Vicentino, ha evidenziato i benefici della dieta mediterranea nella prevenzione di aritmie e insufficienza cardiaca, mentre Maria Chiara Corti, direttrice dell’unità di epidemiologia della Regione Veneto, ha mostrato l’impatto della dieta sul profilo di rischio regionale.

Scoperte scientifiche: meccanismi molecolari dell’invecchiamento e il ruolo della dieta mediterranea

Le presentazioni hanno approfondito gli ultimi progressi nella comprensione dei meccanismi molecolari dell’invecchiamento, tra cui la senescenza cellulare, l’alterazione del telomero e le vie di segnalazione dell’infiammazione cronica. Gli studi mostrano che composti tipici della cucina mediterranea – olio extravergine d’oliva, flavonoidi, polifenoli e omega-3 – possono modulare questi percorsi, riducendo lo stress ossidativo e migliorando la risposta immunitaria. Gli interventi nutrizionali, combinati con attività fisica leggera, sono stati descritti come fattori chiave per mantenere un stile di vita attivo e mitigare il declino cognitivo.

Implicazioni per la qualità della vita degli anziani

L’analisi dei dati raccolti ha suggerito che un’adozione costante della dieta mediterranea potrebbe tradursi in una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari, un miglioramento della funzionalità cognitiva e un allungamento dell’autonomia quotidiana. I ricercatori hanno proposto l’integrazione di linee guida dietetiche personalizzate nei programmi di assistenza geriatrica, sottolineando l’importanza di interventi multidisciplinari che coinvolgano medici, nutrizionisti e operatori sociali. Il workshop ha evidenziato come la sinergia tra ricerca di base e pratica clinica possa aprire nuove prospettive per una vecchiaia più sana e attiva.