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Decaffeinato batte l’espresso nei test di memoria e stress

Il caffè senza caffeina potenzia la memoria e riduce lo stress grazie a un effetto diretto sul microbiota intestinale.

Il rituale mattutino del caffè è radicato nella vita quotidiana, ma la scienza sta svelando che i benefici per il cervello non dipendono esclusivamente dalla caffeina. Un gruppo di neuroscienziati guidato dal professor John Cryan, esperto dell’asse intestino-cervello ha pubblicato dei risultati che mettono in luce le potenzialità del caffè decaffeinato sulla memoria e sul benessere psicologico.

Protocollo sperimentale: da due settimane di astinenza alla reintroduzione doppio cieco

Trenta-uno volontari abituali, abituati a consumare tra le tre e le cinque tazze al giorno, hanno cessato ogni assunzione di caffè per quattordici giorni. Al termine di questo periodo sono stati prelevati campioni fecali per valutare le variazioni del microbiota intestinale. L’analisi ha mostrato una modifica significativa nella composizione batterica, evidenziando come l’interruzione della bevanda influenzi immediatamente l’ecosistema microbico.

Divisione in gruppi e modalità doppio cieco

Dopo la fase di astinenza, i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi uguali. Un gruppo ha ricevuto caffè decaffeinato (quattro tazze al giorno per tre settimane), l’altro caffè tradizionale con caffeina, senza sapere quale bevanda gli era stata assegnata. Entrambe le condizioni hanno prodotto rapidi cambiamenti nella flora batterica, confermando che il semplice atto di reintrodurre il caffè è sufficiente a modulare il microbioma intestinale.

Impatto sullo stato d’animo: stress, depressione e impulsività

Indipendentemente dalla presenza di caffeina, tutti i soggetti hanno riferito una diminuzione dei livelli percepiti di stress depressività e impulsività. Questo suggerisce che alcune proprietà benefiche del caffè agiscono al di là del suo contenuto stimolante, probabilmente tramite interazioni con i metaboliti prodotti dai batteri intestinali.

Risultati cognitivo-comportamentali: memoria vs attenzione

Le prove di valutazione neuropsicologica hanno messo in luce una differenza marcata tra i due gruppi. Chi ha bevuto caffè decaffeinato ha registrato un miglioramento significativo nei test di memoria soprattutto nella capacità di memorizzare e richiamare parole e nel compito di memoria spaziale. Al contrario, il gruppo con caffeina ha mostrato benefici più limitati, concentrati su una maggiore attenzione vigilanza e una riduzione temporanea dell’ansia, ma senza gli incrementi osservati nei processi mnemonici a lungo termine.

Il ruolo dei polifenoli: nutrimento per i batteri e modulazione neurale

Il caffè contiene migliaia di composti chimici; tra questi, i polifenoli sono particolarmente interessanti. Queste molecole vegetali hanno proprietà antiossidanti e agiscono come prebiotici favorendo la crescita di specifici ceppi batterici. Gli studiosi ipotizzano che i polifenoli del caffè decaffeinato possano stimolare popolazioni batteriche capaci di produrre metaboliti che comunicano col cervello tramite l’asse intestino-cervello migliorando la plasticità sinaptica e i processi di consolidamento della memoria.

Nonostante il campione sia ristretto, i risultati sostengono l’idea che la dieta, e in particolare il caffè, possa influenzare la salute mentale tramite meccanismi microbici. Ulteriori studi su una popolazione più ampia saranno necessari per confermare la robustezza di questi effetti, ma già ora la ricerca apre nuove prospettive per l’uso del caffè decaffeinato come supporto nutrizionale nella prevenzione di deficit mnemonici e nella gestione dello stress.

Scritto da Camilla Pellegrini

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