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Strategie europee per prevenire stress, burnout e violenza sul lavoro

Scopri come Europei da banche a fabbriche hanno messo fine a stress e abusi sul posto di lavoro.

Un recente rapporto dell’EU-OSHA ha raccolto nove esperienze operative provenienti da cinque Stati membri, evidenziando come la prevenzione dei rischi psicosociali sia passata da concetto teorico a pratica quotidiana. Lo studio mette a fuoco settori diversi – dalla finanza spagnola alla manifattura danese – e dimostra che la salute mentale sul lavoro sta diventando un pilastro della gestione della sicurezza aziendale.

Quadro normativo e trasformazioni strutturali

Negli ultimi anni, la legislazione europea ha elevato i rischi psicosociali al rango di obbligo giuridico. In Austria, la legge sulla sicurezza impone la valutazione del carico mentale con la stessa rigidità riservata ai pericoli fisici. Il Belgio, con il Codice del 2014, classifica stress, burnout, violenza e molestie come rischi professionali soggetti a valutazione formale. La Spagna, pur non menzionandoli esplicitamente, ha introdotto nel 2018 il diritto alla disconnessione digitale garantendo ai lavoratori la possibilità di spegnere le comunicazioni fuori orario.

Queste norme sono state accelerate dalla digitalizzazione e dalla pandemia di Covid-19. La chiusura improvvisa delle filiali bancarie spagnole ha aumentato il carico di lavoro per il personale rimasto, spingendo le parti sociali a negoziare un accordo specifico sulla disconnessione. Allo stesso modo, l’industria del legno in Belgio ha dovuto fronteggiare scadenze serrate e una cultura gerarchica che ha alimentato stress e burnout.

Nove esempi concreti da tutta Europa

Il cuore del rapporto è costituito da casi pratici che mostrano come le aziende abbiano tradotto i principi normativi in azioni tangibili.

Austria – Programma MEGAP

Il progetto MEGAP ha formato 249 ispettori del lavoro e ha supportato circa 700 imprese nel includere genere e diversità nelle valutazioni di sicurezza. L’iniziativa ha trasformato l’ispettorato da ente punitivo a partner attivo nella promozione di ambienti più equi.

Austria – “No Respect – No Service”

Avviata nel 2023 dalla Camera di commercio di Vienna, questa azione ha prodotto una guida pratica contro la violenza e le molestie sessuali nel settore alberghiero. Oltre a 6.000 esercizi coinvolti, la catena NORDSEE ha introdotto un codice di condotta a tolleranza zero, comunicato sia al personale che ai clienti.

Belgio – Building Mental Resilience

Nel 2019, dieci imprese edili della Fiandra Orientale hanno partecipato a percorsi di formazione e coaching focalizzati su leadership, comunicazione e consapevolezza dello stress. Il progetto ha puntato alla prevenzione primaria, piuttosto che alla gestione di emergenze già avvenute.

Belgio – PrePS in Wood

Coordinato dal fondo Woodwize (2022-2023), il progetto ha organizzato un hackathon sociale per sviluppare il Quickscan uno strumento digitale di autovalutazione rapida, supportato da guide alla conversazione e kit per i manager. Il risultato è stato una rottura delle barriere culturali tipiche di un settore tradizionalmente maschile.

Danimarca – TEKSAM

Fondata nel 1998 e attiva sui rischi psicosociali dal 2001, la piattaforma TEKSAM copre oggi circa 230.000 lavoratori in 6.000 aziende. Offre visite aziendali, questionari scientificamente validati e formazione, segnalando i casi più gravi alle autorità competenti. È un esempio di come il dialogo sociale possa affiancare le attività di vigilanza pubblica.

Spagna – Accordo collettivo bancario

Stipulato tra il 2019 e il 2023, questo accordo copre 91.000 dipendenti e riconosce formalmente violenza sul lavoro e diritto alla disconnessione. Banco Sabadell, azienda pilota, ha registrato un tasso di assenteismo del 2,95 %, quasi la metà della media nazionale, e ha erogato 600 consulti psicologici in sei mesi, con una partecipazione all’80 % agli screening di salute mentale.

Austria – Takeda – Programma FOKUS Psyche

La filiale viennese della multinazionale farmaceutica ha lanciato un canale di segnalazione confidenziale per individuare precocemente situazioni di stress, consentendo interventi tempestivi da parte del team HSE.

Estonia – Swedbank – Sustainable Employee

Swedbank ha integrato la salute psicologica nella leadership quotidiana mediante un indice di sostenibilità del personale, misurato con sondaggi trimestrali. Il sistema permette di identificare rapidamente le aree critiche e riequilibrare i carichi di lavoro.

Spagna – La Fageda

Impresa sociale che impiega 370 persone, metà con disabilità intellettive, ha costruito il benessere psicosociale come nucleo del proprio modello di business, con percorsi di inserimento basati sull’empatia, formazione “doppia prospettiva” e un accordo collettivo flessibile.

Lezioni per le imprese italiane

Il documento offre indicazioni operative per RSPP, HSE manager e HR in Italia, dove la normativa già richiede la valutazione dello stress lavoro-correlato. I casi europei dimostrano che, per passare da obbligo formale a reale efficacia, è necessario:

  • Dialogo sociale strutturato coinvolgere sindacati e rappresentanti dei datori di lavoro fin dalle fasi progettuali.
  • Partecipazione attiva dei lavoratori attraverso workshop, sondaggi anonimi e canali di segnalazione riservati.
  • Impegno visibile del management con dirigenti che partecipano alle revisioni dei dati e comunichino apertamente le misure adottate.
  • Integrazione nei sistemi esistenti di sicurezza e risorse umane, evitando procedure isolate.
  • Comunicazione chiara usando linguaggio accessibile e materiali visivi per normalizzare il discorso sulla salute mentale.

Per le piccole e medie imprese, che rappresentano la maggioranza del tessuto produttivo italiano, risulta cruciale adottare strumenti di autovalutazione semplificati, ispirati al Quickscan belga o ai questionari di TEKSAM, per superare le limitazioni di budget e competenze.

Infine, è consigliabile aggiornare il Documento di valutazione dei rischi includendo specificamente:

  • Rischi digitali legati all’iperconnessione e al lavoro agile.
  • Valutazione del rischio di violenza da parte di terzi per i ruoli a contatto con il pubblico.
  • Procedure di segnalazione confidenziale e protocolli di disconnessione digitale.

Solo con queste misure, le imprese italiane potranno trasformare la tutela della salute mentale da elemento marginale a fondamento strutturale della loro strategia di sicurezza.

Scritto da Roberto Capelli

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