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5 Novembre 2026

Domanda di Diaco a Ravagnani: “Sei attratto da uomini o donne?” provoca scalpore

Un acceso scambio in diretta su Rai2 ha trasformato un talk in una vera tempesta mediatica, coinvolgendo ospiti, politici e il pubblico.

Domanda di Diaco a Ravagnani: “Sei attratto da uomini o donne?” provoca scalpore

Lunedì 3 novembre il pomeriggio di Rai2 ha ospitato Alberto Ravagnani, ex sacerdote ora concorrente di Ballando con le stelle, nel programma BellaMà condotto da Pierluigi Diaco. Invece di parlare della danza o del percorso televisivo, il conduttore ha orientato il dialogo verso la vita privata dell’ospite, chiedendo apertamente: «Sei attratto dagli uomini o dalle donne?». La domanda, posta senza preamboli, ha immediatamente messo a disagio l’ex prete, che ha risposto in modo evasivo, sostenendo che «non ha un appoggio in questo momento».

Le domande che hanno acceso la polemica

Diaco non ha lasciato la questione in sospeso. Ha continuato a insistere, citando le voci di gossip che circolavano sul concorrente e accennando a possibili commenti omofobici provenienti da altri programmi televisivi. Ha affermato che, avendo esposto pubblicamente la propria storia, Ravagnani avesse il «dovere di chiarire» la sua identità sessuale. L’ospite, però, ha ribadito la propria riservatezza, affermando di non essere obbligato a divulgare dettagli della propria vita privata, definendo l’interrogatorio «un atto di giudizio» piuttosto che una semplice domanda.

Il ruolo dell’autobiografia

Durante il confronto, Diaco ha citato il libro autobiografico dell’ex sacerdote, sostenendo che la narrazione pubblica avrebbe legittimato un approfondimento più intimo. Ravagnani ha però precisato che, nonostante la volontà di condividere il proprio percorso spirituale, permane il diritto di mantenere certi aspetti al di fuori dei riflettori. L’incontro si è concluso con la dichiarazione dell’ospite: «Non voglio fingere di stare bene; mi avete messo a disagio, e il mio contributo a Ballando dovrebbe servire a ispirare, non a alimentare scandali».

Reazioni sui social e nella sfera politica

Il segmento è rapidamente diventato virale sui social network, dove molti utenti hanno espresso sconcerto per lo stile considerato invasivo del conduttore. Alcuni hanno definito l’intervista una «brutta pagina della televisione pubblica», mentre altri hanno difeso il diritto del giornalista di porre domande scomode. La conduttrice Milly Carlucci, responsabile di Ballando con le stelle, è stata citata come molto irritata dalla vicenda, alimentando ulteriori speculazioni su possibili tensioni interne alla Rai.

Il dibattito ha oltrepassato il mondo dei media. In una seduta della Commissione di Vigilanza Rai, membri del movimento 5 Stelle hanno chiesto spiegazioni, definendo l’intervista «un’aggressione verbale» incompatibile con i valori del servizio pubblico. Hanno richiesto scuse pubbliche da parte di Diaco e del programma. In risposta, Federica Frangi, consigliera della Rai in seno a Fratelli d’Italia, ha difeso la condotta del conduttore, sostenendo che i giornalisti hanno il diritto di porre domande dirette e provocatorie, lasciando al protagonista la facoltà di non rispondere.

Le posizioni istituzionali

Parallelamente, il Comitato di redazione delle giornaliste e dei giornalisti del Daytime Rai, insieme alla Commissione Pari Opportunità, ha rilasciato una nota congiunta in cui si esprime solidarietà a Ravagnani. La dichiarazione sottolinea che la libertà di interrogare deve essere bilanciata dal rispetto della dignità personale e della sfera privata, evitando che il disagio dell’intervistato diventi spettacolo. Il documento ricorda inoltre che il servizio pubblico ha l’obbligo di garantire un confronto libero, rispettoso e non umiliante.

L’intervista di BellaMà ha trasformato un semplice talk in una questione di etica giornalistica, diritti individuali e responsabilità istituzionali. Le parole di Diaco hanno suscitato un’ondata di critiche, ma hanno anche riacceso il dibattito sulla misura in cui i conduttori televisivi possono spingersi nella sfera personale degli ospiti senza violare principi di rispetto e riservatezza.