Durante la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 le lancette verranno spostate indietro dalle 3 alle 2, regalando così un’ora di sonno aggiuntiva. Sebbene il cambiamento sembri minimo, esso altera il rapporto fra le nostre attività quotidiane e l’alternanza naturale di luce e buio, influenzando diversi aspetti della salute.
Il passaggio all’ora solare del 24-25 ottobre 2026
Il cambio dell’ora prevede che, a partire dalle 3 di notte, gli orologi vengano ritardati di un’unità. La differenza è percepita soprattutto nei primi giorni, quando il corpo deve riequilibrare gli orari di esposizione alla luce, le abitudini alimentari e i tempi di riposo.
Come il cambiamento influenza il nostro orologio biologico
Il nostro organismo è governato da un ritmo circadiano un ciclo interno di circa 24 ore che regola sonno-veglia, temperatura corporea, secrezione ormonale e metabolismo. Al centro di questo meccanismo c’è il nucleo soprachiasmatico, situato nell’ipotalamo, che utilizza la luce per sincronizzare tutti gli “orologi” periferici. Quando la luce del mattino arriva prima, il cervello riceve un segnale di avvio della giornata favorendo la produzione di serotonina e la soppressione della melatonina. Al tramonto, la diminuzione della luminosità stimola la melatonina, l’ormone responsabile dell’induzione del sonno.
Ruolo di melatonina, serotonina e vitamina D
La melatonina aumenta nelle ore di oscurità e segnala al corpo che è il momento di riposare; la serotonina è legata all’umore e alla vigilanza, mentre la vitamina D dipende dall’esposizione ai raggi UVB, non dal semplice spostamento delle lancette.
Segnali più comuni di disagio
Nei giorni seguenti il cambio dell’ora è spesso accompagnato da sintomi di natura temporanea: stanchezza e sonnolenza durante il giorno, difficoltà ad addormentarsi o a svegliarsi all’orario abituale, cali di concentrazione irritabilità e sbalzi d’umore. Alcune persone avvertono una ridotta energia per le attività quotidiane, soprattutto se già affette da disturbi del sonno.
Chi può risentirne maggiormente
Secondo la dottoressa Monica Bossi specialista in medicina interna, individui con predisposizione a depressione, emicrania o patologie metaboliche sono più vulnerabili. Il “forzato riallineamento” dell’orologio interno può influenzare la funzione immunitaria, epatica e persino cardiovascolare, con possibili effetti sulla tiroide. Inoltre, la mancanza di sonno regolare altera gli ormoni della fame: diminuisce la leptina, responsabile della sazietà, e aumenta la grelina, stimolatrice dell’appetito, favorendo il consumo di comfort food e un potenziale aumento di peso.
1. Mantieni orari costanti per il sonno
Pur guadagnando un’ora nella notte del cambio, è consigliabile andare a letto e alzarsi alla stessa ora tutti i giorni. Se necessario, anticipa o posticipa gradualmente l’ora di coricarsi di pochi minuti nei giorni precedenti.
2. Sfrutta la luce mattutina
Una passeggiata all’aperto o un’attività in ambienti luminosi al mattino aiuta a sincronizzare il ritmo circadiano. Con l’ora solare, il luminosità arriverà più presto, rendendo questo momento particolarmente efficace.
3. Cura cena e bevande serali
Preferisci una cena equilibrata e evita porzioni eccessive. Limita caffeina e alcol nelle ore precedenti al sonno, poiché entrambi possono interrompere la fase di sonno profondo.
4. Crea una routine di rilassamento
Un ambiente tranquillo, una temperatura confortevole e attività come lettura, musica soft o una doccia tiepida contribuiscono a preparare il corpo al riposo. Riduci l’uso di dispositivi elettronici per limitare la luce blu.
5. Mantieni l’attività fisica
L’esercizio regolare migliora la qualità del sonno. Se gli allenamenti intensi in serata ti tengono sveglio, spostali al pomeriggio; una camminata leggera dopo cena può invece favorire il rilassamento.
Gli integratori non sono generalmente necessari per fronteggiare il cambio dell’ora. La melatonina può essere utile solo in casi specifici, mentre il magnesio, valeriana, camomilla, luppolo, rhodiola e ashwagandha non hanno evidenze solide per tutti gli individui e devono essere valutati con il medico.
