Epilessia: Nuove Innovazioni Terapeutiche e Protezione dei Diritti dei Pazienti

L'epilessia è una patologia neurologica complessa che richiede un'attenzione particolare e un costante innovamento nelle strategie terapeutiche.

In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, la comunità scientifica si mobilita per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo a questa patologia neurologica. L’epilessia è spesso circondata da stigma e disinformazione, rendendo necessario un focus su aspetti clinici e sociali per migliorare la qualità della vita delle persone colpite.

Cos’è l’epilessia e come si manifesta

L’epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da alterazioni temporanee dell’attività elettrica cerebrale. Queste anomalie possono portare a un’ampia gamma di manifestazioni, rendendo difficile la diagnosi. Non si tratta di una sola malattia, ma di un insieme variegato di sindromi cliniche, ognuna con cause e sintomi distintivi.

In Italia, circa 500.000 persone convivono con l’epilessia, e ogni anno si registrano tra i 30.000 e i 40.000 nuovi casi. Contrariamente alle credenze comuni, l’epilessia non colpisce esclusivamente i bambini; in effetti, l’incidenza tende ad aumentare tra gli anziani, con picchi significativi dopo i 60 anni, spesso legati a condizioni come ictus o malattie neurodegenerative.

I sintomi da riconoscere

È importante sapere che i sintomi dell’epilessia non si limitano alle crisi convulsive classiche. Infatti, forme più sottili di crisi possono manifestarsi attraverso alterazioni della coscienza, assenze brevi e sensazioni soggettive come il déjà-vu. Anche episodi brevi non devono essere sottovalutati, poiché possono indicare la presenza di questa patologia. Diagnosi accurate si basano su un’anamnesi dettagliata e su esami clinici, piuttosto che su tecniche come la risonanza magnetica o l’elettroencefalogramma.

Nuove frontiere nella terapia farmacologica

Negli ultimi anni, la ricerca ha fatto significativi avanzamenti nel campo delle terapie per l’epilessia. Secondo il Professor Carlo Di Bonaventura, esperto della Società Italiana di Neurologia (SIN), sono stati introdotti nuovi farmaci antiepilettici con meccanismi d’azione innovativi, soprattutto per le epilessie focali, che rappresentano un 20-30% dei casi.

Molecole come perampanel, brivaracetam e cenobamato hanno ampliato le opzioni terapeutiche, offrendo speranza a pazienti che avevano già tentato invano altre terapie. In particolare, studi recenti hanno dimostrato l’efficacia del cenobamato per coloro che non rispondono alle cure tradizionali.

Trattamenti per epilessie rare

Le epilessie rare, come la sindrome di Lennox-Gastaut e la sindrome di Dravet, hanno visto progressi notevoli grazie a farmaci specifici come cannabidiolo e stiripentolo. Questi trattamenti offrono nuove prospettive per pazienti con forme particolarmente complesse e difficili da gestire.

Diritti e mobilità per i pazienti con epilessia

Oltre agli aspetti clinici, un tema cruciale è quello dei diritti e della qualità di vita dei pazienti. In Italia, per ottenere la patente di guida, è necessario dimostrare di essere liberi da crisi per almeno un anno. Tuttavia, le recenti normative hanno creato confusione, specialmente riguardo all’uso di farmaci antiepilettici e alle loro implicazioni legali.

Il Professor Angelo Labate, della SIN, sottolinea che la mobilità è un diritto fondamentale e che è essenziale promuovere soluzioni alternative per le persone che non possono ottenere la patente. In alcune regioni italiane, come l’Emilia-Romagna, sono già stati avviati progetti per facilitare l’accesso al trasporto pubblico per i pazienti con epilessia.

Un impegno per il futuro

La Società Italiana di Neurologia si impegna a garantire una gestione dell’epilessia che vada oltre il semplice controllo delle crisi, ma che includa anche le comorbidità, la qualità della vita e la protezione dei diritti dei pazienti. Questo approccio è in linea con la medicina delle quattro P: preventiva, predittiva, personalizzata e partecipativa.

Scritto da Staff

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