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25 Ottobre 2026

Starlink in guerra: polemica tra Elon Musk e l’esercito ucraino

Musk accusa l’Ucraina di trasformare Starlink in arma, ma le autorità chiariscono i limiti del sistema.

Starlink in guerra: polemica tra Elon Musk e l’esercito ucraino

Nel contesto del conflitto tra Ucraina e Russia, la costellazione Starlink si è rivelata una delle poche linee di comunicazione ancora operative sul territorio ucraino. Dopo una serie di interruzioni che hanno ridotto la velocità dei droni a meno di 65 km/h, il servizio è tornato a pieno regime, ma la questione è tornata al centro della scena mondiale.

Le dichiarazioni di Elon Musk e la chiusura del “loophole”

Il fondatore di SpaceX, Elon Musk, ha utilizzato la piattaforma X per affermare che l’impiego di Starlink in operazioni offensive contro la popolazione è “mai stato consentito”. Ha sostenuto che la sua azienda ha eliminato una presunta “scappatoia” che consentiva l’uso del servizio civile per scopi militari, senza però fornire dettagli tecnici. Musk ha distinto nettamente Starlink, definito servizio commerciale civile, da Starshield, un sistema parallelo gestito direttamente dal governo degli Stati Uniti e destinato a impieghi militari.

La difesa ucraina: limiti tecnici e uso di Starshield

Le autorità ucraine, rappresentate da esperti come Serhiy Beskrestnov, hanno respinto le accuse definendole “praticamente impossibili”. Secondo le loro indicazioni, tutti i terminali Starlink presenti sul territorio, comprese le zone occupate, sono limitati a una velocità di movimento compresa tra 70 e 90 km/h. In Russia il servizio non opera affatto, rendendo tecnicamente inviolabile l’uso del “commerciale” per colpi a lungo raggio. Inoltre, sono state introdotte delle “liste bianche” per registrare i terminali destinati a scopi militari; i dispositivi in movimento devono essere collegati a Starshield, altrimenti cessano di funzionare.

Impatto sul campo di battaglia

Le interruzioni di Starlink hanno influito sulla capacità dei droni ucraini di sostenere operazioni di media portata, provocando la perdita di segnale e l’abbattimento di diverse unità. Il premier ucraino ha confermato che, una volta ripristinato il segnale, la velocità è tornata a valori sufficienti per le missioni. Tuttavia, la guerra continua: un attacco con droni contro Belgorod ha provocato una morte e dieci feriti, mentre nella regione di Dnipro sono stati registrati quattro decessi e ventidue feriti, tra cui un’ bambina di 11 anni.

Parallelamente, le forze russe hanno colpito una nave da carico diretta al porto di Odessa, mirando ai rifornimenti destinati alle forze ucraine. In risposta, l’esercito ucraino ha effettuato un raid a Perm, colpendo un impianto di produzione di titanio, con undici droni abbattuti sul territorio russo.

Pressioni politiche e ripristino del servizio

Il ritorno alla piena funzionalità di Starlink è avvenuto dopo pressioni da parte di un gruppo bipartisan di senatori statunitensi, che hanno minacciato di bloccare le nomine dell’amministrazione. SpaceX ha inviato una comunicazione al Congresso confermando il riallineamento del servizio commerciale con le priorità della politica statunitense. Musk ha ribadito che, se i satelliti fossero spenti, il fronte ucraino “caderebbe immediatamente”, ma ha sottolineato che tale constatazione non costituisce una minaccia, bensì un semplice dato di realtà.