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24 Ottobre 2026

Mostra “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi” a Roma

Le immagini di Raffaela Mariniello attraversano il Volturno, dal verde molisano ai roghi della foce, in una mostra che unisce arte e denuncia.

Mostra “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi” a Roma

L’esposizione intitolata “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi” è stata inaugurata a Roma presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), nella suggestiva cornice dell’ex Chiesa delle Zitelle. Dal 22 ottobre 2026 al 12 febbraio 2027 il pubblico può percorrere un percorso immersivo fatto di stampe grandissime, light box, video-installazioni provenienti dal film ZioRiz e pannelli panoramici che ricreano l’intero itinerario fluviale.

Il progetto nasce da una commissione affidata dall’ICCD alla fotografa napoletana Raffaela Mariniello. Curata da Francesca Fabiani, la mostra intende far emergere la duplice natura del fiume: da una parte terra di straordinaria fertilità e fulcro di attività produttive, dall’altra scenario segnato dagli incendi di rifiuti, il cosiddetto fenomeno della “Terra dei Fuochi”.

Il percorso espositivo lungo il fiume Volturno

Le sale seguono rigorosamente la discesa dell’acqua, partendo dalla sorgente in Molise per arrivare alla foce campana. Ogni sezione è delineata da grandi immagini che catturano paesaggi incontaminati, scene di lavoro e segni di degrado, permettendo al visitatore di percepire la trasformazione di un territorio lungo più di 175 chilometri.

Dalla sorgente di Rocchetta al bacino molisano

Il viaggio inizia con una foto della sorgente del Volturno, posta nei pressi di Rocchetta a Volturno (Isernia). Qui l’acqua emerge da un bacino sotterraneo e scivola in superficie tra foreste di pini e cespugli di narciso selvatico. Mariniello ha immortalato la quiete di quel luogo, dove le luci dorate dell’alba si riflettono su una piccola pozzanghera, creando un’atmosfera quasi onirica. Queste immagini invitano a considerare il potenziale vitale del fiume prima che entri nella piana più intensamente popolata.

Le attività produttive della piana casertana

Scendendo verso la piana casertana, le fotografie mostrano contadini al lavoro, vangatori, mulini a vento abbandonati e tramorii di mercati rionali. Tra i soggetti spiccano operai del settore agro-alimentare, pescatori che gettano le reti sul lago di Aversa e persino gruppi di boyscout intenti a pulire le sponde. La presenza di elementi industriali – cavi di nylon, macchine da cantiere – appare in contrasto con la vegetazione spontanea, segnalando una tensione permanente tra produzione e preservazione.

La foce di Castel Volturno: declino e incendi

Il tratto finale conduce alla foce di Castel Volturno, dove il Volturno si apre sul mar Tirreno. Qui la bellezza naturale è offuscata da montagne di legna trascinate dalla corrente, dalle rovine del Villaggio Coppola e da una piscina dismessa che ricorda una fortezza deserta. Le immagini rivelano anche le cataste di rifiuti abbandonate e i residui di incendi, testimonianze tangibili della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Nonostante il degrado, Mariniello scopre nei riflessi delle acque un’inaspettata luce che sottolinea la resilienza del paesaggio.

La curatela di Francesca Fabiani e la missione dell’ICCD

Francesca Fabiani, responsabile dei progetti di fotografia contemporanea dell’ICCD, ha voluto trasformare la mostra in un documentario visivo capace di coniugare arte e impegno civico. Il direttore dell’istituto, Carlo Birrozzi, ha ribadito l’importanza di far crescere la collezione fotografica nazionale, che conta oltre duemila opere e ha già commissionato numerosi progetti di ricerca. La mostra si inserisce in una tradizione storica dell’ICCD di documentare il paesaggio italiano, ma aggiunge una prospettiva contemporanea, sull’ambiente e sulle tensioni socio-economiche.

Raffaela Mariniello: una fotografia di paesaggi e di crisi

Nasce a Napoli nel 1961 e inizia la sua carriera fotografica negli anni ’80, collaborando con agenzie di fotogiornalismo e realizzando reportage su grandi opere infrastrutturali, come il Centro Direzionale di Napoli. Tra i suoi progetti più noti troviamo Souvenirs d’Italie, una serie che mostra come il turismo possa trasformare i luoghi iconici in scenari kitsch, e il film “ZioRiz”, che segue la stessa logica della mostra, attraversando il Volturno con una canoa simbolica. Le sue opere sono custodite in istituzioni prestigiose – il Museo MADRE, il Museo di Capodimonte, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Bibliothèque nationale de France – a confermare il suo ruolo di pioniere della fotografia italiana contemporanea.

L’esposizione “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi” offre al pubblico la possibilità di percepire, attraverso l’obiettivo di Mariniello, la ricchezza e le contraddizioni di un territorio che alimenta il Sud ma è al contempo minacciato da una crisi ambientale ancora aperta.